FILOSOFIA IN CITTA’ – PROLOGO

24-11-17 16:00 - 24-11-17 19:00
Palazzo Antonini, Udine, UD, Italia Palazzo Antonini, Udine, UD, Italia

IL PREZZO DELLA VERITÀ

A cura di Beatrice Bonato e Francesca Scaramuzza
Coordinamento musicale di Renato Miani
Letture di Stefano Rizzardi, Cristina Benedetti, Alessandra Pergolese

Si è inaugurata con il PROLOGO all’Università di Udine la terza edizione di FILOSOFIA IN CITTÀ 2018, aperta come sempre a tutto il pubblico interessato. 

Venerdì 24 novembre 2017,  ore 16
Università di Udine, Palazzo Antonini, Aula 12

Filosofia in città 2018. Il prezzo della verità. Prologo: Il cantiere di Marcel Hénaff
Interventi di FRANCESCA SCARAMUZZASIMONE FURLANI.
Letture di Stefano Rizzardi da testi di M. Hénaff

Qui PROLOGO – Letture

Abstract

La riflessione sul dono, il rapporto con ciò che nell’universo umano è “fuori prezzo”, dunque non disponibile per il mercato, viene messa in movimento dalla figura di Socrate e dalla sua affermazione, resa di fronte ai giudici, di essere povero e di non aver mai chiesto denaro per il suo insegnamento. Hénaff interpreta il problema posto da Platone, al quale dedica un’attenta disamina, come un’eco persistente della pratica del dono cerimoniale, continua a leggere

Locandina Filosofia in Citta 2018

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  • 24-01-16 11:30 - 24-01-16 13:30
    Primo appuntamento del ciclo Filosofia in cittàColloqui sull’individuo Teatro Nuovo Giovanni da Udine, domenica 24 gennaio 2016 ore 11.30  Essere proprio questo ANDREA TABARRONI, DAMIANO CANTONE dialogano su Il principio di individuazione di Giovanni Duns Scoto. Letture di Stefano Rizzardi e Raffaella Fabris Musiche di Renato Miani Davide Teodoro, Clarinetto – Carlo Teodoro, Violoncello FLORA 3Si è aperto il 24 gennaio 2016 il ciclo Filosofia in città Colloqui sull’individuo al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con una breve introduzione del direttore artistico Giuseppe Bevilacqua e una illustrazione del programma di Beatrice Bonato. L’incontro è iniziato con l’esecuzione dell’Introitus – Organum I dalla Fantasia super Veni Sancte Spiritus per violoncello e clarinetto basso del maestro Renato Miani  con Carlo Teodoro al violoncello e Davide Teodoro al clarinetto. Continua  

    cantab1

    a sinistra Damiano Cantone, a destra Andrea Tabarroni

    ESSERE PROPRIO QUESTO ANDREA TABARRONIDAMIANO CANTONE hanno dialogato su Il principio di individuazione di Giovanni Duns Scoto. FLORA 3La declinazione che il principium individuationis conosce nel pensiero di Duns Scoto è uno dei lasciti più intriganti della filosofia medievale.  Essa ha tracciato un percorso accidentato nel corso della storia, fino a trovare nella filosofia degli anni sessanta del secolo scorso una nuova forza. In particolare sono due gli autori che hanno fatto direttamente riferimento al "dottor sottile": Gilbert Simondon e Gilles Deleuze. Per entrambi si tratta di pensare un piano pre-individuale dell'esistenza, e di mostrare come da esso possa generarsi un individuo. L'incontro cercherà di mostrare, in modo introduttivo, quale importanza abbia assunto il principio scotiano nei due sistemi di pensiero, e quali conseguenze esso abbia generato nella trattazioni delle nozioni di soggetto,  individuo e singolarità nella filosofia contemporanea, in una prospettiva essenzialmente monista.   L'intervento di Damiano Cantone Programma di sala con letture Letture di Stefano Rizzardi e Raffaella Fabris Musiche di Renato Miani Davide Teodoro, Clarinetto – Carlo Teodoro, Violoncello Qui  l’articolo di Pier Luigi D’Eredità per il “Messaggero Veneto” del 25 gennaio 24 gennaio 2016 Con una notevole partecipazione di pubblico si è svolto il primo incontro del ciclo promosso dalla sezione Fvg della Società filosofica italiana, “Filosofia in città”. Continua Qui due articoli del Gazzettino del 7 febbraio 2016 art. Gazzettino 2 Cavazzinics1Nella mattinata del 18 gennaio 2016 si era svolta al Museo di Arte moderna e contemporanea Casa Cavazzini la conferenza stampa di presentazione di Filosofia in città. Colloqui sull’individuo Sono intervenuti BRUNELLO LOTTI, Università di Udine RENATO MIANI, Conservatorio Tomadini ANNA BERTOLO, Teatro Nuovo Giovanni da Udine FEDERICO PIRONE, Assessore alla cultura del Comune di Udine BEATRICE BONATO, curatrice dell’iniziativa Il direttore artistico del Teatro Giovanni da Udine Giuseppe Bevilacqua ci ha inviato un saluto Un breve saluto agli amici della Società filosofica e a tutti i partecipanti, a rimarcare l’interesse sincero per l’avvio di una collaborazione che ha tutte le caratteristiche per proseguire nel comune intento di fare del fatto culturale un’azione a servizio della città. Continua  
  • 21-02-16 11:00 - 21-02-16 13:00
      Secondo incontro del ciclo Filosofia in città – Colloqui sull’individuo La differenza individuale. Dialogo tra Brunello Lotti e Francesca Scaramuzza sul Discorso di metafisica di Leibniz. Conservatorio statale di musica “J. Tomadini” di Udine, domenica 21 febbraio 2016 ore 11.00 Letture di Stefano Rizzardi, musiche di Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti, Georg Friederich Haendel, al pianoforte Alessandro Del Gobbo   pianista foglio di sala Presentazione

    Leibniz scrive il suo Discorso di metafisica, di getto, in un momento di riposo, inseguendo quel progetto a lungo accarezzato di un cristianesimo universale che mettesse d’accordo le chiese cristiane, superandone le dispute. Lo invia ad Antoine Arnauld, convinto di ottenere, per il suo tramite, l’approvazione della chiesa cattolica, cosa che non avverrà. Nel piccolo scritto la sostanza individuale viene intesa come il soggetto la cui nozione è così completa da includere tutto ciò che gli accadrà e tutte le relazioni, anche infinitesime, che intrattiene con   l’universo. Si adombra in tal modo la definizione della realtà come l’unità di una complessità infinita. scaralottiConcordemente con gli obiettivi religiosi che Leibniz si prefiggeva, il problema dell’individuazione si flette così in quello del destino individuale, della sequenza degli avvenimenti che scandiscono la storia personale entro il grande teatro della salvezza e del prevalere del bene e dell’essere sul male e sul nulla. Eppure coniugare assieme individuazione e infinita complessità da un lato, singolarità e totalità dall’altro non è esente da difficoltà e contraddizioni interne. Saranno questi nodi a costituire il nucleo centrale del dissenso di Arnauld che vedeva affacciarsi nell’ottica del luterano Leibniz lo spettro della predestinazione che intacca il libero arbitrio, contraddicendo i temi centrali della vera chiesa e della vera fede.

    Leggi INTERVENTO DI BRUNELLO LOTTI

    Leggi INTERVENTO DI FRANCESCA SCARAMUZZA

  • 20-03-16 11:00 - 20-03-16 13:00
    Domenica 20 Marzo 2016, Casa Cavazzini ore 11. Il fenomeno “Io”. Terzo appuntamento del ciclo di incontri Filosofia in cittàColloqui sull’individuo STEFANO POGGI e RAOUL KIRCHMAYR dialogano sulla Quarta Meditazione cartesiana di E. Husserl. Letture di Stefano RizzardiMusiche di Claude Debussy e Maurice Ravel. Claudia Mauro, flauto – Eugenia Ceschiutti, arpa

    Nel 1929 Edmund Husserl pronuncia a Parigi due conferenze, che sono il nucleo originario delle Meditazioni cartesiane. In questo testo, più agile e accessibile di altre sue opere, il fondatore della fenomenologia si confronta con Descartes, il filosofo del cogito. Da un lato Husserl riconosce l’affinità tra il proprio metodo dell’epoché e il gesto cartesiano del dubbio, dall’altro prende le distanze da quest’ultimo in modo anche deciso, liquidando per esempio come un falso problema quello di sapere se e come si possa dimostrare la realtà oggettiva del mondo, dopo averlo revocato in dubbio. La fenomenologia, egli sostiene, è certo una forma di idealismo, ma contrapporla al realismo significherebbe fraintenderla completamente. image 4Non si tratta di scegliere un’opzione metafisica piuttosto che un’altra, ma di chiarificare la vita della coscienza intenzionale come campo di formazione di tutti i fenomeni, compreso l’Io stesso. Alla povertà di contenuto, all’astrattezza dell’io cartesiano, fa posto qui la ricerca di una concretezza che include, oltre all’attività del soggetto, la dimensione passiva del suo costituirsi nel tempo, lo stratificarsi delle sue abitudini, la sua storia. Non è forse questo il cammino che dovrebbe far convergere l’io universale, condizione apriori di qualsiasi esperienza, con l’io individuale? Un rapporto di circolarità, non esente da problemi e non immune da critiche, si stabilisce allora tra l’io individuale, radicato in un tessuto corporeo-sensibile, intersoggettivo e mondano, e il soggetto puro della conoscenza.

     Il fenomeno IO - Foglio sala con letture Qui l'articolo di Pier Luigi D'Eredità sul Messaggero Veneto 21 marzo 2016 20 marzo 1image 20 marzo 3image 6

  • 17-04-16 11:00 - 17-04-16 13:00
    Quarto incontro del ciclo Filosofia in città - Colloqui sull'individuo Museo d'Arte Moderna e Contemporanea Casa Cavazzini, domenica 17 aprile 2016 ore 11 Condividere il confine  Dialogo tra  Bruno Moroncini e Beatrice Bonato su Essere singolare plurale di Jean-Luc Nancy.   image Letture di Cristina Benedetti. Musiche: Pierpaolo Gregorig, Sax - Marzio Tomada, Contrabbassonancy Che cos’è un essere singolare? In che cosa consiste la sua, forse presunta, spesso romanticamente enfatizzata, unicità irripetibile? Questione speculare a un’altra: che cosa c’è di comune tra gli individui particolari? Dietro domande così cariche di ipoteche metafisiche, alla fine del XX secolo aleggiano ancora i fantasmi di un pensiero filosofico-politico che inseguiva la fusione nella comunità, cercandola nella dissoluzione del confine tra gli individui. Sono fantasmi che Nancy ha attraversato e dissolto, senza però far cadere il tema della comunità solo perché troppo compromesso con le follie del Novecento. Trasposto nella nozione dell’“essere-in-comune”, esso viene rinnovato in modo radicale. Solo apparentemente minimalista, l’espressione “essere-in-comune” descrive proprio il modo di essere della singolarità. Quello che gli individui hanno in comune è precisamente ciò che li separa, li “spartisce”, e spartisce tra ciascuno di essi l’universalità della loro condizione. Condizione strana e paradossale, di comunicabilità dell’incomunicabile, che ciascuno sperimenta sentendosi un ego unico e solo, mentre avverte al tempo stesso che questa è l’esperienza di tutti. Il confine del corpo, il confine della psiche, sono le superfici di un contatto che preserva l’impenetrabilità e la solitudine, ma anche il luogo in cui esse vengono, per l’appunto, con-divise. cristina 2FOGLIO SALA CON LETTURE Pier Luigi D'Eredità: articolo Messaggero Veneto  del 18 aprile 2016 Nella foto Cristina Benedetti

  • 22-05-16 11:00 - 22-05-16 13:00

    FILOSOFIA IN CITTA' 2016.  Colloqui sull’individuo Quinto incontro del ciclo Filosofia in città. Domenica 22 maggio 2016 ore 11, Conservatorio statale di musica “J. Tomadini” di Udine

    imageIndividui e persone LUCA GRION e CLAUDIO FRESCHI dialogano su La Persona e il bene comune di Jacques Maritain. Letture di Raffaella Fabris. Musiche di Olivier Messiaen – Riccardo Burato, pianoforte

    In questo limpido saggio, Jacques Maritain tratteggia una nozione antropologica destinata a diventare il simbolo della battaglia culturale del personalismo cristiano contro l’individualismo moderno. maritain 2Mentre il concetto di individuo, mutuato dal naturalismo, adombra qui una visione materialistica, la parola persona indica un centro interiore libero e degno di rispetto, una sorgente spirituale di senso aperta alla relazione, al dono, alla trascendenza. In questa luce la persona non rinvia più all’ambiguità della maschera, né all’ordine dell’esteriorità e dello spettacolo, come l’antico termine pròsopon da cui pure deriva. Per converso l’individuo viene privato dei significati morali e civili che il pensiero illuministico gli aveva conferito. Ci si può chiedere dunque se, al di fuori di un contesto cristiano, sia il caso di distinguere in modo così netto le nozioni di individuo e di persona. Se guardiamo all’uso retorico che si fa oggi di entrambe le parole, potremmo trovare buone ragioni per diffidare dell’una come dell’altra. Il richiamo così frequente al valore della persona appare infatti talvolta stereotipato e insufficiente, di fronte a quell’impasto tra esaltazione dell’’individuo e negazione della sua rilevanza, che è un tratto tipico della nostra epoca. imageTratto, questo, che Maritain intravedeva con chiarezza, quando proponeva il personalismo come la base per una comunità possibile, alternativa alle tre forme di società realizzatesi nel XX secolo: quella comunista, quella nazional-totalitaria, quella capitalistico-borghese. Anche per questo motivo la sua riflessione continua a porre la questione di cosa ne sia oggi della singolarità di ogni essere umano, in qualunque modo la si nomini.

    Individui e persone foglio sala

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  • 12-06-16 11:30 - 12-06-16 13:30
    Sesto incontro del ciclo Filosofia in città - Colloqui sull'individuo Teatro Nuovo Giovanni da Udine, domenica 12 giugno 2016 ore 11.30 Il soggetto allo specchio. Dialogo tra Giuseppe BevilacquaPier Luigi D'Eredità sulle Confessioni di Aurelio Agostino.   Letture di Stefano RizzardiMusiche di Mario PagottoEnsemble Ouessantimage Se vi è un passo del Vecchio testamento che ha avuto la sorte di diventare una vera e propria questione centrale della filosofia cristiana, quello è il passo di Isaia, dove si legge “nisi credideritis, non intellegetis” (Is. 7,9); il celeberrimo “se non avrete creduto, non comprenderete” è stato, infatti, lo spartiacque di tutte le interpretazioni dei rapporti fra fede e ragione. Nelle sue opere Agostino lo richiama tante volte e il dato non deve destare meraviglia. In effetti, il problema delle relazioni tra ragione e fede tormentò Agostino come pensatore anche prima della sua conversione e probabilmente fu proprio da questa complessità a volte contraddittoria che poi egli costruì un percorso, seguendo il movimento interiore dello spirito, che lo avrebbe condotto a scrivere il celebre “Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas”. Come dire che non si può impostare razionalmente il rapporto fra la ragione e qualcosa di non-razionale, sperando di addomesticare la potenza brutale e magnifica dell’irrazionale, senza passare dall’interiorità. L’elemento che fa riflettere è però che, per Agostino, comunque noi arriveremmo al paradosso di una verità interiore diversa da quella esteriore. imageQuesto è il punto cruciale. Agostino intuì che la verità si manifesta anche nel tragitto da lei più apparentemente lontano; quello che ci rende inquieti è che se  noi non riusciamo a dubitare dell’esistenza della verità (è la celeberrima tesi del “si dubito sum”) ignoriamo però il modo di cercarla. La fede è, allora, un’immane supplenza o una traccia diversa? E se è una traccia diversa, lo è al punto da costituire la scorciatoia che permette di conoscere presto e senza sforzo le verità essenziali; o vi è dell’altro?    Foglio sala con letture Qui l’intervento di Pier Luigi D’Eredità Qui l’articolo di Fabiana Dallavalle del “Messaggero Veneto” del 13 giugno 2016 image

    FILOSOFIA IN CITTÀ è un progetto realizzato in collaborazione con il Teatroimage Nuovo Giovanni da Udine, il Conservatorio J. Tomadinil’Università degli Studi di Udine, il Comune di Udine, la Rete per la Filosofia e gli Studi umanistici, con il sostegno della Fondazione Crup.

  • 16-01-17 11:00 - 16-01-17 12:00
    Lunedì 16 gennaio, ore 11, Casa Cavazzini CONFERENZA STAMPA  La Sezione FVG presenterà il nuovo ciclo di incontri FILOSOFIA IN CITTÀ 2017CHE COSA SIGNIFICA PENSARE?   Interverranno FEDERICO PIRONE, Assessore alla cultura del Comune di Udine BRUNELLO LOTTI, Università di Udine GIUSEPPE BEVILACQUA, Teatro Nuovo Giovanni da Udine RENATO MIANI, Conservatorio Tomadini PAOLA COLOMBO, Vicino/lontano BEATRICE BONATO, Sezione FVG – Società Filosofica Italiana    
  • 17-01-17 13:30 - 17-01-17 14:30
    Martedì 17 gennaio alle 13.30 su Radio1 regionale (FM 94.90) la SFIFVG presenta il programma di Filosofia in città 2017
  • 22-01-17 11:00 - 22-01-17 13:00

    FILOSOFIA IN CITTA’ 2017: Che cosa significa pensare?

    Domenica 22 gennaio 2017, ore 11 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine L’analisi, la critica, il movimento del pensiero FRANCA D’AGOSTINI, SIMONE FURLANI dialogano a partire dalla Prefazione allaFenomenologia dello Spirito di Hegel Letture di Stefano Rizzardi e Cristina Benedetti. Musiche di J.S. Bach e P. HindemithCarlo Teodoro al violoncello

    Per buona parte del Novecento la scena filosofica è stata dominata dalla rappresentazione di una incompatibilità, quella tra gli “analitici”, filosofi rigorosi e scientifici, interessati a risolvere problemi con pragmatico spirito anglosassone, e i “continentali”, più propensi alle speculazioni e alla storia di concetti da loro stessi inventati che al confronto con la realtà. Ѐ un’immagine che molti studiosi oggi respingono come troppo schematica e sterile, incapace di rendere conto dei mutui prestiti tra le opposte sponde. Se si scopre, ad esempio, che alcuni analitici si occupano di metafisica, o che, per converso, i continentali argomentano ampiamente intorno a questioni concrete e attuali, forse non c’è più bisogno di dividere il mondo in due in modo manicheo. Restano le differenze, ma perché irrigidirle? E, dopotutto, perché identificare questo o quel metodo, questo o quello stile, con l’oggetto e il fine del pensare? La verità, se si vuole usare ancora questa parola, andrebbe piuttosto compresa nella sua fluidità, seguita nel suo movimento, secondo le istruzioni di un autore spesso consegnato in fretta a una vicenda culturale grandiosa ma conclusa. Hegel, nientemeno.

    fc2017

    altre foto qui

  • 19-02-17 11:00 - 19-02-17 13:00
      Domenica 19 febbraio, ore 11 Casa Cavazzini, Udine, via Cavour 12 Speculazione e felicità SALVATORE LAVECCHIA, FILIBERTO BATTISTIN dialogano a partire da testi platonici Letture di Stefano Rizzardi e Cristina Benedetti Musiche di Daniele Russo.  Quartetto d’archi del Conservatorio Tomadini cavazz_2cavazz_1 foglio di sala Una vita felice è tutt’altra cosa da una vita “spensierata”. Non è neppure una vita assillata dall’aspirazione mai appagata all’indefinito. Secondo il classico insegnamento socratico-platonico, solo una vita esaminata, una vita pensata, può aspirare a dirsi felice. Ma il circolo di pensiero e vita non si lascia risolvere in facili formule. Credendo di aver capito troppo presto, rischiamo di banalizzarlo. A quali caratteri della vita si rivolge, infatti, il pensiero? Non alle vicende personali, siano esse quotidiane o straordinarie, ma a un certo rapporto della vita con la misura del suo valore. Di qui la peculiare piega politica dei dialoghi platonici, da tempo divenuta pressoché incomprensibile a dispetto della loro costante fortuna. Se dalla vita ci spostiamo sul lato del pensiero, si spalanca un mondo ancora meno familiare. Il pensare, a partire da Platone, va ben oltre le domande e le risposte, le definizioni e le divisioni, per lasciar apparire la sfera in cui esse si muovono. Speculazione è il nome di questo esercizio, dove la theoria e l’esperienza non si sono mai contrapposte. La vita felice sarebbe allora da intendersi come vita del pensiero. Sono o no divergenti le strade che conducono, l’una, dal pensiero alla vita, alla vita pensata, l’altra dalla vita al pensiero, al pensiero come forma di vita? cavazz-3 altre foto qui, e qui gli articoli che ci ha dedicato il “Messaggero Veneto”

    Locandina FILOSOFIA IN CITTA  2017

  • 18-03-17 10:00 - 18-03-17 13:00
    FILOSOFIA IN CITTA' - SCUOLE

    Sabato, 18 marzo, Udine, Auditorium Zanon, ore 10.30 STEFANO CATUCCI incontra gli studenti dei Licei con una lezione e dibattito su Imparare dalla Luna (Quodlibet 2013). Introduce e modera Enrico Petris NB: L'incontro, organizzato per le scuole, è comunque aperto alla partecipazione del pubblico interessato

    catucci
  • 19-03-17 11:00 - 19-03-17 13:00

    Domenica 19 marzo, ore 11 Conservatorio J. Tomadini, Sala Udienze, Via Treppo Udine La musica del caso ALESSANDRO BERTINETTOSTEFANO CATUCCI dialogano su Kierkegaard, Adorno e la musica Letture di Stefano Rizzardi e Alessandra Pergolese Musiche di F. Couperin W.A. Mozart. Alessandro Del Gobbo, Pianoforte

    Foglio di sala Qui abstract dell'intervento di Bertinetto

    catber

    Nel suo libro su Kierkegaard, scritto a ventisei anni, Adorno analizza eLocandina FILOSOFIA IN CITTA  2017 definisce l’“estetico”. Esso custodisce, sotto un’apparenza di semplicità, diversi significati – si dice di una filosofia dell’arte, di una “sfera” dell’esistere, infine di un’esperienza di pensiero rivolta alla forma. Ѐ l’ultima l’accezione più importante, connessa con la questione dell’immagine e con quanto, in essa, sfugge al condizionamento ideologico e promette, in modo certo problematico, una redenzione dell’umano. Con questo giovanile suggerimento adorniano, che prelude alla grande critica svolta nelle opere mature, ma che insieme richiama le riflessioni di Benjamin, rileggeremo uno dei più conosciuti e felici incontri tra la musica e la filosofia: le pagine di Kierkegaard dedicate al Don Giovanni di Mozart. Musica dell’immediato, del desiderio puro, come tale irraggiungibile e “perfetta”, essa tuttavia non esaurisce le possibilità dell’estetico, che la oltrepassa nella più raffinata seduzione della parola. Dove ci porta questa dialettica? Nel sacrificio dell’immediato è riposto il segreto del pensiero filosofico, dice la via maestra della filosofia. A meno che l’immediato, come l’estetico, come la musica, non siano ancora lì, ad attendere il pensiero.

       
  • 23-04-17 11:00 - 23-04-17 13:00
     

    FILOSOFIA IN CITTA': Che cosa significa pensare?

    Domenica 23 aprile, ore 11. Salone del Parlamento del Castello di Udine Spazi sperimentali CLAUDIO TONDOMARIA GIOVANNA ZAMPA dialogano su filosofia e virtuale. Ascolto musicale a cura di PAOLO ZAVAGNAImmagini scelte da Claudio Tondo. Modera Beatrice Bonato

    foglio di sala abstract  dell'intervento di Claudio Tondo

    Mentre trasforma in modo radicale l’ambiente umano, l’evoluzione delle tecnologie informatico-digitali alimenta e rinnova una quantità di studi antropologici, sociologici, psicologici, generando nuovi campi disciplinari e disegnando un vero e proprio paradigma culturale. L’era digitale ha inaugurato modificazioni delle modalità percettive, degli schemi d’azione corporei, delle strutture relazionali. Va da sé che le “psicotecnologie”, come accadde per la scrittura, entrino dunque in un rapporto complesso con il pensiero razionale, e con il pensiero filosofico in particolare. Un’indagine approfondita sul virtuale, per esempio, non porta solo a rimettere in campo le classiche domande sul concetto di realtà e sullo statuto dell’immagine. Essa fa emergere, secondo alcuni, la dinamica della razionalità allo stato puro: pubblico

    dietro l’immagine sintetica non c’è che il codice numerico che la produce, fuori da qualsiasi mimesis di realtà. L’autoreferenzialità dell’algoritmo, o meglio l’assenza di referenzialità, sarebbe dunque il senso filosofico che possiamo estrarre dalla rivoluzione informatica. Ma, nel momento in cui ci domandiamo quale posizione assumere davanti a questo dato, e posto che diamo a un tale domandare una valenza filosofica, ammettiamo che il pensiero filosofico non sia riducibile al codice. Continuiamo, insomma, a identificare il pensiero filosofico con una disposizione critica e con una ricerca di consapevolezza riflessiva che si distinguono, in qualche modo, dalla competenza logico-razionale. Cos’è il virtuale agli occhi della filosofia? E se ci chiedessimo: cosa diventa la filosofia nell’epoca del virtuale?

    zampa

     
  • 20-05-17 10:30 - 20-05-17 13:00

    FILOSOFIA IN CITTA’ 2017 Che cosa significa pensare? Sabato 20 maggio ore 10.30 Auditorium Zanon FILOSOFIA IN CITTÀ – SCUOLE

    LUISA MURARO Filosofia e femminismo dagli anni Settanta a oggi Incontro dedicato agli studenti dei Licei. Introduce e modera BEATRICE BONATO Martina ConteEnrico Di BertThomas Thornton, del Liceo Copernico, hanno letto passi (che trovate qui) da Al mercato della felicità di Luisa Muraro

    L’incontro di sabato è una rara e importante occasione, soprattutto per i più giovani, per ascoltare e conoscere di persona una delle maggiori pensatrici italiane del nostro tempo, filosofa e femminista cofondatrice del gruppo Diotima. Esponente tra le più originali del pensiero della differenza sessuale nel panorama internazionale, ma anche studiosa dell’esperienza mistica intesa come via alternativa in un mondo dominato dalle logiche patriarcali, Luisa Muraro ha teorizzato l’elaborazione di nuove genealogie femminili, a partire dall’”ordine simbolico della madre”, formula che dà il titolo a una delle sue opere più celebri. Di recente ha pubblicato saggi coraggiosi, e perciò inevitabilmente controversi, su temi scottanti, quali quello della maternità surrogata. Cercando di ricostruire i molti fili della sua esperienza teorica e pratica nel movimento delle donne, parleremo con Luisa Muraro di femminismo e filosofia dagli anni Settanta a oggi, in dialogo con gli studenti e con il pubblico.

    L’incontro è dedicato in particolare agli studenti, ma saranno disponibili una trentina di posti per il pubblico interessato. Sarà possibile partecipare prenotando all’indirizzo beatrice.bonato@tin.it oppure sfifvg@gmail.com

    !! Per i docenti iscritti a FILOSOFIA IN CITTÀ la partecipazione all’incontro di sabato verrà riconosciuta nell’attestato, che sarà consegnato domenica 21 maggio a conclusione dell’intero ciclo.

    Il ciclo FILOSOFIA IN CITTÀ è curato da Beatrice Bonato ed Enrico Petris, per la Società Filosofica Italiana – Sezione FVG. Il coordinamento per la parte musicale è a cura del M° Renato Miani.

  • 21-05-17 11:00 - 21-05-17 13:00
     

    Domenica 21 maggio 2017, ore 11 Teatro Nuovo Giovanni da Udine

    Dantis_Amore_1859_60 dante gabriel rossettiUn pensiero narrante. La figura e l’opera di IRIS MURDOCH RICCARDO FANCIULLACCI dialoga con Beatrice Bonato e Enrico Petris sulla figura e l’opera di Iris Murdoch Letture di Cristina Benedetti, Alessandra Pergolese, Stefano Rizzardi. Musiche di Schumann e Ligeti. Francesca D’Odorico al pianoforte.

    Foglio sala 21 maggio con letture

    Iris Murdoch ha elaborato nel secolo scorso una riflessione filosofica originale, anche attraverso il confronto ravvicinato con alcune figure fondamentali della cultura europea, quali Jean-Paul Sartre, Elias Canetti, Simone Weil, ma pure in una distanza critica dalle loro posizioni. Alle loro spalle, campeggia costante la presenza dell’opera platonica, in cui l’autrice ritiene di trovare il riferimento che manca alle teorie contemporanee quando cercano di spiegare l’esperienza morale: ovvero il riferimento al bene, al male, all’effettualità del valore. Dell’esistenzialismo, ad esempio, Murdoch giudica insoddisfacente la spiegazione della scelta sulla base di una libertà astratta, sradicata da qualsiasi terreno vitale. Proprio in nome della realtà di cui gli esseri umani fanno esperienza, non certo dell’adesione a una prospettiva idealistica, l’autrice va alla ricerca di descrizioni fenomenologicamente più verosimili. E nei suoi romanzi, spesso enigmatici, un’autonoma forma di pensiero “narrante” punta a illuminare i dilemmi in cui le vite si impigliano.

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    Con questo eventoDantis_Amore_1859_60 dante gabriel rossetti si è conclusa con successo la seconda edizione di Filosofia in città. Che cosa significa pensare?, a cura della Sezione FVG, realizzata grazie alla collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine – Casa Teatro, il Conservatorio Tomadini, l’Università degli Studi di Udine, l’associazione culturale Vicino/lontano, la Rete per la Filosofia e gli Studi umanistici, i Licei scientifici N. Copernico e G. Marinelli, il Comune di Udine e i Civici Musei, con il sostegno della Fondazione Friuli e dell’azienda Progetto 2. Il progetto, curato da Beatrice Bonato ed Enrico Petris, si è articolato in sette appuntamenti a ingresso libero e gratuito: cinque incontri domenicali e due mattinate dedicate in particolare agli studenti. Il coordinamento per la parte musicale è del M° Renato Miani. Letture sceniche di Cristina Benedetti, Alessandra Pergolese, Stefano Rizzardi. I docenti iscritti che non hanno ritirato l’attestato di partecipazione potranno richiederlo scrivendo a beatrice.bonato@tin.it.    
  • 15-01-18 11:00 - 15-01-18 12:00
    Lunedì 15 gennaio 2018 alle ore 11, al Museo di Arte moderna e contemporanea Casa Cavazzini – Udine, Via Cavour 14 Conferenza stampa di presentazione di FILOSOFIA IN CITTÀ 2018 

    Il 15 gennaio la Sezione Fvg della SFI ha presentato alla stampa e agli organi di informazione FILOSOFIA IN CITTÀ 2018. Il prezzo della verità, terza edizione della rassegna di incontri filosofici domenicali con letture e musiche, e realizzata in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine – Casa Teatro, il Conservatorio Statale di Musica J. Tomadini, l’Università degli Studi di Udine, il Comune di Udine – Civici Musei, Vicino/lontano, i Licei Copernico e Marinelli di Udine, il Liceo Leopardi-Majorana di Pordenone, la Rete per la Filosofia e gli Studi Umanistici, il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG. Con il sostegno della Regione FVG e del Comune di Udine; con il patrocinio della Fondazione Friuli.

    Sono intervenuti:

    foto conf. stampa 15-1-2018

    FEDERICO PIRONE, Assessore alla Cultura del Comune di Udine NICOLA GASBARRO, Professore Associato dell’Università di Udine GUIDO NASSIMBENI, Presidente di Vicino/lontano FRANCESCA SCARAMUZZA, Sezione FVG, curatrice del progetto BEATRICE BONATO, Presidente Sezione FVG, curatrice del progetto STEFANO STEFANEL, Dirigente del Liceo Marinelli di Udine    
  • 21-01-18 11:00 - 21-01-18 13:00
    FILOSOFIA IN CITTÀ 2018 Il prezzo della verità Domenica 21 gennaio 2018 alle 11, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine LO SCAMBIO MONETARIO COME UTOPIA Intervento di ANDREA ZHOK Introduzione di BEATRICE BONATO Letture di Stefano RizzardiCristina BenedettiAlessandra Pergolese da testi di Marx, Simmel, Polanyi. Musiche di Kurt Weill. Lidia Fridman, soprano e Roberto Brandolisio, pianoforte. Qui programma della mattinata e letture: Foglio sala - scambio monetario folto pubblicoLiidia Fridman - soprano La rassegna domenicale del 2018 si è aperta oggi 21 gennaio al Teatro Nuovo, salutata da un grande afflusso di pubblico. Magnifica la soprano Liidia Fridman, con il pianista Roberto Brandolisio nell'interpretazione di Ach Bedenken Sie di Kurt Weill. Grazie a tutti per la partecipazione! 21-1- 2018 dibattito Un momento del dibattito

    Abstract Sin dalla Ricchezza delle nazioni di Adam Smith, l’idea che lo scambio fosse una sorta di competizione per ottenere il massimo beneficio privato è divenuta senso comune. Nel corso del Novecento ogni visione dello scambio alternativa è stata accusata di utopismo. L’antropologia dell’Homo Oeconomicus mirava a mostrare come lo scambio moderno, ottimizzato dalla pratica monetaria, fosse giustificato in quanto naturalevero, coerente con le caratteristiche dell’uomo in quanto tale. Molti esponenti dell’antropologia economica hanno però messo in luce la struttura essenzialmente diversa dello scambio premonetario e della relativa umanità. In questo senso, lo scambio monetario e l’economia capitalistica non si profilano come la “fedele traduzione” di istinti antropologici originari in una forma moderna, non sono la “verità rivelata” dello scambio. Lo scambio monetario crea semmai una situazione che, lungi dall’adeguarsi alla natura umana, la forza in una direzione specifica, in una dimensione autistica, autoreferenziale, e riduzionistica. La verità della pratica monetaria non si presenta allora come adeguamento alla realtà umana, ma come una profezia autorealizzantesi, che crea la propria realtà antropologica. Essa non trae la sua forza da un presunto realismo, ma paradossalmente dal proprio carattere utopico o, piuttosto, distopico.

    Ai docenti che lo desiderino verrà rilasciato, a conclusione del ciclo, un attestato di frequenza ai fini dell’aggiornamento-formazioneIl ciclo è inserito nel progetto TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ.  
  • 18-02-18 11:00 - 18-02-18 13:00
    Domenica 18 Febbraio 2018,  ore 11     Udine, Teatro S. Giorgio Il coraggio della verità SANDRO CHIGNOLA, RAOUL KIRCHMAYR Letture di Stefano Rizzardi, Alessandra Pergolese da testi di F. Nietzsche, M. Foucault Musiche di Felice di Paolo. Ensemble del Conservatorio Tomadini: Nicola Fattori e Alessandra Rodaro, corni, Felice di Paolo, percussioni.

    Abstract

    Nell’espressione il “prezzo della verità” non risuonano soltanto echi economici. Da un lato essa evoca esperienze e situazioni in cui, in nome della verità, ci si può trovare a pagare un prezzo alto eppure giusto. Un prezzo che può andare dalla perdita di un vantaggio più o meno grande alla messa in gioco di ogni potere, in casi estremi della vita stessa. La verità andrebbe associata in tal caso alla parrhesìa, il parlar franco e il dire tutto davanti al potere, secondo l’esempio socratico. Michel Foucault ha dedicato a questa pratica indagini fondamentali.

    foucault (1)Dire la verità richiede coraggio; è su questo banco di prova che si testa, in ultima analisi, la natura del rapporto tra filosofia e politica. Ma d’altra parte Foucault ha mostrato, sulla scorta di Nietzsche, come qualsiasi discorso edificante sulla verità possa essere rovesciato: quando l’invito a “dire la verità” diventa ingiunzione a confessarsi, a esporsi senza segreti al giudizio di un Altro, fosse pure interiore come la coscienza morale, il prezzo di questa operazione sarà la produzione di un soggetto docile, complice del disciplinamento a cui verrà sottoposto.

    L’ingresso è libero e gratuito. Ai docenti che lo desiderino verrà rilasciato, a conclusione del ciclo, un attestato di frequenza ai fini dell’aggiornamento-formazione. Il ciclo è inserito nel progetto TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ Per informazioni scrivere a beatrice.bonato@tin.it o a sfifvg@gmail.com
  • 25-03-18 11:00 - 25-03-18 13:00

    FILOSOFIA IN CITTA'. Il prezzo della verità Terzo appuntamento domenicale del 2018 Domenica 25 marzo , ore 11    Teatro S. Giorgio    Udine, Borgo Grazzano

    Il capitalismo dalla fede alla ritualita’ MASSIMO DE CAROLISELETTRA STIMILLI

    Introduce e modera BEATRICE BONATO Letture di Stefano Rizzardi, Cristina Benedetti da Il capitalismo come religione di W. Benjamin e da testi di M. Mauss e F. Nietzsche.benjamin Musiche jazz con Miriam Foresti, voce, Stefano Fornasaro, flauto, e Eugenio Dreas, contrabbasso Letture e programma della mattinata qui →  Foglio sala 25 marzo Abstract Tra il gioco dell’economia e altre sfere simboliche, la morale soprattutto, esistono nessi sorprendenti: è il caso in particolare del legame tra i concetti di debito e di colpa, che nell’epoca attuale tende a rinsaldarsi.  Ѐ il caso, anche, dell’idea di una crescita illimitata da perseguire a qualsiasi prezzo, che implica un atto di fede a sostenere l’esercizio di una razionalità che si vorrebbe pragmatica. Per lungo tempo il capitalismo ha funzionato come una religione. Ma se ora anche questa fase fosse al tramonto? Ѐ un altro modo di porre la domanda sull’enigma del neoliberalismo, che pare sopravvivere nonostante le repliche della lunga crisi recente e i fallimenti delle sue ricette di politica economica. Indifferente all’evidenza, esso funziona ormai come una serie di formule rituali e della religione conserva l’apparato esteriore, tanto cogente quanto vuoto di senso. Intanto, lungi dal lasciare libero il campo alle forze del puro mercato, le politiche neoliberali fanno risorgere dinamiche semifeudali, affiliazioni a élites, reti allargate di corruzione. Ciclo di incontri a cura di Beatrice Bonato e Francesca Scaramuzza. Coordinamento musicale del M° Renato Miani L’ingresso è libero e gratuito. Ai docenti che lo desiderino verrà rilasciato, a conclusione del ciclo, un attestato di frequenza ai fini dell’aggiornamento-formazione. Il ciclo è inserito nel progetto TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ Per informazioni scrivere a beatrice.bonato@tin.it o a sfifvg@gmail.com 3 bis
  • 11-04-18 10:00 - 11-04-18 13:00
      Martedì 10 aprile, ore 10.30, Auditorium Zanon, Udine Mercoledì 11 aprile, ore 10.30, Casa dello studente “A. Zanussi”, Pordenone

    FILOSOFIA IN CITTA’ – SCUOLE Fare filosofia con i media. Cinema, Serie televisive e Videogames con ANTONIO LUCCI Incontri dedicati agli studenti dei Licei

    Abstract

    “I media stabiliscono la nostra condizione”. Con questa incisiva frase il filosofo tedesco Friedrich A. Kittler apriva il suo testo Grammophon, Film, Typewriter (1986), pietra miliare nella storia degli studi sui media. Lo studioso intendeva dire che i soggetti – sia i singoli che i collettivi – sono determinati nel loro modo di essere, di vivere e di vedere il mondo, dai media che li circondano, e in cui sono immersi. Kittler non si riferiva solo ai media tecnologici e agli strumenti di comunicazione, ma a ogni elemento tecnico che funziona da mediazione tra il soggetto e il suo mondo. È però un fatto che al giorno d’oggi questi strumenti sono principalmente quelli digitali e audiovisivi: dalla televisione (che sta vivendo un momento di profonda crisi e cambiamento) agli smartphone, da internet ai braccialetti utilizzati per quantificare le prestazioni corporee. L’illustrazione generale della filosofia dei media e l’analisi ravvicinata di alcuni media specifici (come le serie televisive, i videogames, ma pure un medium classico come il cinema) saranno la premessa per una riflessione filosofica volta a comprenderne il funzionamento e a considerarli come veicoli di contenuti “filosofici” di per sé: non solo, cioè, come “esempi” di concetti filosofici da essi indipendenti, ma come espressione di una concettualità intrinseca, che merita di essere portata alla luce. 

    Per saperne di più, leggi anche gli articoli di Antonio Lucci su Doppiozero http://www.doppiozero.com/materiali/filosofia/sloterdijk-macho-byung-chul-han http://www.doppiozero.com/materiali/game-thrones-come-funziona

    L'incontro di Udine, dedicato agli studenti, sarà aperto anche al pubblico interessato; quello di Pordenone sarà riservato, per ragioni di spazio, agli studenti dei Licei.

    L'incontro fa parte del progetto FILOSOFIA IN CITTA' 2018 e del Maxi-progetto TRADIZIONE E CONTEMPORANEITA'. La partecipazione dei docenti sarà riconosciuta nell'attestato che consegneremo al termine del ciclo.

    Ecco alcune foto della mattinata. In sequenza: Il saluto dell'Assessore alla cultura del Comune di Udine Federico Pirone al relatore e agli studenti dei Liceo Copernico e Marinelli; Antonio Lucci dialoga con gli studenti; l'intervento della professoressa Angela Schinella.

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  • 15-04-18 11:00 - 15-04-18 13:00
     

    FILOSOFIA IN CITTA' 2018 Il prezzo della verità

    Quarto appuntamento domenicale

    Domenica 15 aprile 2018, ore 11,   Udine, Casa Cavazzini

    Il limite dell’utile DAMIANO CANTONEMASSIMILIANO ROVERETTO

    Letture di Stefano Rizzardi da testi di Georges Bataille Musiche di Cristina Cristancig. Ensemble del Conservatorio Tomadini: Laura Ulloa, soprano Milica Jovanovic, clarinetto Manuela Ifteni e Nadja Perovič, violini Irene Francois, viola Anna Molaro, violoncello

    Vedi programma con le letture → Foglio sala15 aprile Abstract  

    Nel confrontare l’economia di mercato e i circuiti del dono, sia che li si ponga in continuità sia che se ne accentui l’estraneità reciproca, si dà in genere per scontato di sapere cosa sia propriamente l’economia. Si tratta, sembra ovvio, della sfera dell’utile e del calcolo. Il pensiero di Bataille sovverte precisamente questa assunzione, valida solo per il capitalismo e per le società borghesi, per teorizzare l’esistenza di un’“economia generale”: diversamente da quella “ristretta”, essa non solo ammette ma esige lo spreco, la distruzione, la perdita, il consumo improduttivo. Solo in questo senso si potrebbe parlare di “economia” del dono, come della gloria, della festa, del gioco, attività umane “sovrane”, ovvero irriducibili a quella servile, che distrugge sì, ma sempre in funzione della produzione. Sottratte a letture superficiali e guardate a distanza dal contesto culturale dell’epoca in cui vennero formulate, le ipotesi di Bataille potrebbero oggi consentirci di decifrare stratificazioni e aspetti dell’economia altrimenti incomprensibili.

    Qui sotto alcune foto

    Irene Francois, viola e Anna Molaro, violoncello, durante l'esecuzione del primo brano di Cristina Cristancig

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    Stefano Rizzardi legge Bataille

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    Gli interventi di Massimiliano Roveretto e Damiano Cantone 

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    Il folto pubblico di Filosofia in città Casa Cavazzini

    15.4 foto 3  L’incontro fa parte del progetto TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ. Ai docenti verrà rilasciato, a conclusione del ciclo, un attestato di frequenza ai fini dell’aggiornamento-formazione.

  • 20-05-18 11:00 - 20-05-18 13:00
    Domenica 20 Maggio 2018,  ore 11        Teatro Nuovo Giovanni da Udine A costo della vita? NICOLA GASBARRO, GIOVANNI LEGHISSA Letture di Stefano Rizzardi, Cristina Benedetti, Alessandra Pergolese da testi di R. Girard, J. Baudrillard, F. Benslama Musiche di Serge Prokof’ev e Igor Stravinskij. Andrea Boscutti, pianoforte Abstract

    Il disprezzo per la vita “semplicemente” umana, tanto la propria quanto quella degli altri, la ferma determinazione a distruggerla nel nome di una verità religiosa assoluta, vissuta e concepita probabilmente in modo distorto, si colgono ormai con chiarezza dietro le azioni terroristiche. Nello specchio deformato del terrorismo integralista, fenomeno che ha certo radici politiche intricate, vediamo profilarsi la figura del sacrificio. Figura che spaventa, evocando scenari “primitivi” e modi di vivere che credevamo superati. D’altra parte, la morte inflitta e autoinflitta appare come una sfida estrema all’Occidente secolarizzato, sfida che sorge sulle macerie della globalizzazione, nel deserto culturale aperto sul rovescio delle sue promesse. Per converso, l’Occidente si dispone anch’esso a “sacrificare” qualcosa, seppure in un orizzonte de-sacralizzato: la libertà in cambio della sicurezza. Quale verità può mai richiedere il prezzo della vita? E quale salvezza può ripagare la cessione della libertà?

  • 31-05-18 Tutto il giorno

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    FILOSOFIA IN CITTÀ

    Dopo il prologo, svoltosi il 24 novembre sono seguiti, fino a maggio 2018, cinque mattinate domenicali con incontri in cui gli interventi filosofici si alternano a  letture e musiche dal vivo. La rassegna, ideata e organizzata dalla Sezione FVG della Società Filosofica Italiana, si avvale della collaborazione di numerosi partner: Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” – Casa Teatro, Conservatorio Statale di Musica “J. Tomadini”, Comune di Udine – Civici Musei, Università degli Studi di Udine Vicino/lontano, Liceo scientifico “N. Copernico” e Liceo scientifico “G. Marinelli” di Udine, Licei “Leopardi-Majorana” di Pordenone, Rete per la Filosofia e gli Studi Umanistici, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG. L’iniziativa è realizzata con il sostegno del Comune di Udine e della Regione Friuli Venezia Giulia, e con il patrocinio della Fondazione Friuli.

    Locandina con programma di Filosofia in città 2018

    Locandina Filosofia in Citta 2018

    Il ciclo FILOSOFIA IN CITTÀ è inserito in un “Maxi-progetto” che integra le principali attività della Sezione dal settembre 2017 al 2018. Il progetto è stato pensato per dare modo ai docenti di Filosofia, e non solo, di svolgere un’attività valida ai fini dell’aggiornamento-formazione, in autonomia e con un taglio squisitamente  culturale. Un’attività che sarà occasione libera di ampliamento e approfondimento delle conoscenze, e insieme di piacere della fruizione e della conversazione filosofica. Oltre agli incontri pubblici, i docenti interessati a svilupparne i temi nel lavoro con gli studenti, potranno seguire i seminari e utilizzare il documento di formazione corredato da una scheda didattica, predisposto dalla prof.ssa Angela Schinella. Si discuterà in particolare di questi aspetti nel seminario del 13 dicembre 2017 al Liceo Copernico.

    Qui Maxi-progetto. TRADIZIONE E CONTEMPORANEITA'

    Qui Maxi- progetto. DOC. FORMAZIONE e SCHEDA DI

  • 14-06-18 20:30 - 14-06-18 22:00
      14 giugno, ore 20.30 TEATRO SAN GIORGIO, Udine Sezione FVG a UDINESTATE 2018

    Evento straordinario della rassegna FILOSOFIA IN CITTA' 2018 - Il prezzo della verità

    MACELLUM 

    Lettura scenica-concerto con CHIARA DONADA e STEFANO RIZZARDI Musiche originali di RENATO MIANI

    Riccardo Burato, Pianoforte Adolfo Del Cont, Fisarmonica Franco Feruglio, Contrabbasso da un’idea e a cura di Beatrice Bonato

    L'edizione 2018 di FILOSOFIA IN CITTA' si è conclusa con un appuntamento serale di grande suggestione, la lettura scenica-concerto MACELLUM.

    INGRESSO LIBERO E GRATUITO

    Ecco il video integrale dello spettacolo.

    Leggi l'articolo di Fabiana Dallavalle pubblicato l'11 giugno sul "Messaggero Veneto" Macellum - articolo Messaggero  

    Ascolta l'intervista del 12 giugno a Ondefurlane https://www.spreaker.com/user/ondefurlane/aa-12-06-2018-macellum-nuda-pelle

    Vedi Foglio sala macellum

    Macellum è la riduzione di un lavoro del 1979 a firma di Maria Schiavo, scrittrice, saggista e, all’epoca, protagonista del femminismo radicale dei gruppi di autocoscienza italiani e francesi. Lo spettacolo viene proposto nell’ambito di UDINESTATE a tutto il pubblico cittadino, ad arricchire il percorso filosofico compiuto da gennaio a maggio. Un legame forte stringe lo spettacolo a molti argomenti sviluppati e discussi nel ciclo Il prezzo della verità. Affermando l’esigenza di “partire da sé”, le donne che parteciparono in prima persona alle vicende spesso tormentate del movimento femminista, posero infatti da subito la verità in questione, in uno spirito non troppo diverso da quella cura di sé a cui dovrebbe improntarsi la filosofia. Ma, mentre elaboravano la consapevolezza della loro esclusione storica e il progetto controverso di un diverso modello di vita e di pensiero, esse si trovarono anche ad affrontare la questione della loro “complicità” con la logica del prezzo. Questione oggi per nulla risolta, anzi semmai resa più drammaticamente attuale dal dominio delle logiche di mercato. Il libro di Maria Schiavo Macellum. Storia violenta e romanzata di donne e di mercato, è un testo difficilmente classificabile, sospeso tra il saggio e la narrazione, dalla scrittura evocativa, immediata e potente nelle immagini a cui dà vita e raffinata negli echi culturali che fa risuonare. L’autrice vi accosta con forza visionaria la spietatezza del mercato – l’antico “macellum” – la schiavitù e la prostituzione. I tre fili non sono dipanati con intenti analitici, ma tenuti strettamente intrecciati, come succede nella concreta esperienza delle donne ma anche in quella di tutti gli esseri umani ridotti a “cose”, come gli schiavi; o in quella, priva di parola e per noi solo intuibile, degli animali. Le musiche originali, composte per il concerto da Renato Miani, dialogano con la parola detta, in uno spettacolo che non solo accosta, ma punta anche a fondere musica e parola.  Vedi Macellum manifesto In collaborazione con il Conservatorio Tomadini, Vicino/lontano, il Comune di Udine. Con il sostegno della Regione FVG e la Fondazione Friuli.  

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