Vicino/Lontano: Sulla cura. Pratiche e prospettive a confronto

11-05-18 18:00 - 11-05-18 19:00
Fondazione Friuli, Via Daniele Manin, Udine, UD, Italia Fondazione Friuli, Via Daniele Manin, Udine, UD, Italia

vicino_lontano2

Si è conclusa la 14° edizione di vicino/lontano, dedicata quest’anno agli squilibri nel mondo contemporaneo.
La Sezione FVG,  tra i principali partner di vicino/lontano, ha partecipato al festival con due eventi, il primo dei quali è il seguente:

VENERDI’ 11 MAGGIO – ORE 18  – Fondazione Friuli              Udine, Va Manin, 15
 A cura della Società Filosofica Italiana – Sezione FVG
In collaborazione con il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine

imageSulla cura. Pratiche e prospettive a confronto
Presentazione dell’ultimo Quaderno di “Edizione”

Intervengono FRANCESCO BILOTTA, BEATRICE BONATO, CLAUDIA FURLANETTO

La cura ha molti significati. Ѐ innanzitutto il punto di partenza per un’azione collettiva che miri a rendere possibile una vita “decente”, arginando la distruzione di risorse, legami sociali, diritti politici e umani. Ѐ una credenza ragionevole, alternativa ai dogmi utilitaristici, capace di mettere in moto nuovi processi immaginativi e di dar vita a pratiche feconde di caring economy. Su un terreno diverso, all’incrocio tra diritto, psichiatria forense e psicoanalisi, la questione della cura incontra quella della responsabilità personale, sfidando la riflessione filosofica a ripensare ancora una volta la soggettività. Cos’è la “cura di sé” a cui il pensiero socratico sollecita i cittadini? Ѐ davvero un esercizio di autosufficienza in antitesi con la nostra vulnerabilità? E a quali condizioni la cura di sé è compatibile con la valorizzazione della cura per l’altro?

Il nuovo Quaderno di “Edizione” punta a restituire l’immagine di un ampio lavoro condotto su più fronti, alla ricerca di un legame non oppositivo tra cura di sé, cura dell’altro, cura del mondo.

Vedi la presentazione del festival a cura di Vicino/lontano alla conferenza stampa del 18 aprile scorso Comunicato-stampa Vicinolontano 2018

Udine, 11/05/2018 - VICINO / LONTANO - Fondazione Friuli - Sulla cura. Pratiche e prospettive a confronto con FRANCESCO BILOTTA , BEATRICE BONATO , CLAUDIA FURLANETTO Presentazione dell’ultimo Quaderno di “Edizione”  - Foto Paolo Jacob /Phocus Agency © 2018
– Foto Paolo Jacob /Phocus Agency © 2018

Il volume è in vendita nelle librerie e sul sito di Mimesis.

Eventi correlati

  • 01-02-15 - 01-05-15 Tutto il giorno

    Ciclo Le parole per dirlo.

    Febbraio-maggio 2015

    Come cambiano le forme dei legami sociali, incontri curati da Beatrice Bonato La posta in gioco del matrimonio gay con Luisa Accati e Francesco Bilotta Giovani e vecchi. Dai riti di passaggio alle rottamazioni con Francesco Stoppa e Davide Zoletto Politica e potere. Chi sono i soggetti del patto? con Giacomo Marramao e Luca Taddio Il totem del mercatotavola rotonda con Nicola Gasbarro, Giovanni Leghissa, Andrea Zohk, modera Beatrice Bonato La trasparenza e il segreto. Tavola rotonda con interventi di Vincenzo Sorrentino, Andrea Tagliapietra, Tiziano Sguazzero, Enrico Petris, modera Beatrice Bonato Presentazione del quaderno di “Edizione” 2014 Le voci del corpo. Intervento di Claudia Furlanetto e Alberto Zino  
  • 20-09-15 18:30 - 20-09-15 19:30
    Presso Palazzo Badini nell'ambito di pordenonelegge Presentazione del Quaderno di “Edizione” 2014 Le voci del corpo, Mimesis 2015 Interventi di Beatrice BonatoDaniela FloriduzCaudia FurlanettoFrancesco StoppaClaudio Tondo, Roberto Cescon, Patrizia D'Agostino, Cristina Di Fusco, Marco Durigon,  Diego Kriscak, Silvia Pellegrini, Stefano Stefanel, Eliana Villalta  Le voci del corpo, a cura di Claudia Furlanetto e Claudio Tondo, Mimesis, Milano-Udine 2015. Il libro propone una serie di spunti per una riflessione sul tema del corpo cercando di articolare insieme più punti di vista che attraversano varie discipline: dalla filosofia all'arte, dalla letteratura alla psicoanalisi, dallo sport all'approccio sinestesico all'esperienza dei non vedenti, lambendo campi del sapere per lo più sconosciuti, come la vibroacustica. Il volume è nato da una collaborazione tra il Liceo Leopardi-Majorana e la Società Filosofica Italiana, sez. Friuli Venezia Giulia.   Il peso del corpo di  Beatrice Bonato Le voci del corpo, ultimo volume dei Quaderni di “Edizione”, a cura di Claudia Furlanetto e Claudio Tondo, nasce dalla collaborazione tra il Liceo Leopardi-Majorana di Pordenone e la Sezione FVG della Società Filosofica Italiana. Presentato per la prima volta nel maggio scorso a vicino/lontano dai curatori e dallo psicoanalista Alberto Zino, viene riproposto il 20 settembre a pordenonelegge, con interventi degli autori Daniela Floriduz, Francesco Stoppa, Claudia Furlanetto, Claudio Tondo, e di Beatrice Bonato. I dodici contributi  che  compongono il volume si fanno apprezzare non solo per il rigoroso lavoro compiuto  da ciascun autore, ma anche per le molteplici risonanze che rinviano dall’uno all’altro, creando una complessa polifonia. Il filo conduttore più immediatamente riconoscibile è offerto da un’interessante riflessione estesiologica, arricchita da ampi riferimenti a studi scientifici, a molteplici campi disciplinari, a pratiche di solito poco frequentate dalla filosofia. Il testo di Daniela Floriduz “Non solo buio. La sensazione del colore nei ciechi primari”, ad esempio, ha per tema un’esperienza di confine e in un certo modo paradossale, se si considera il legame in apparenza indissolubile tra colore e visione. Claudia Furlanetto commenta alcune opere del pittore Lucian Freud, alla ricerca dello sguardo che manca mentre al suo posto si impone la gravità del corpo, resa con un perturbante effetto tattile nelle figure denudate, abbandonate dal desiderio, chiuse alla relazione. L’articolo di Diego Kriscak, su alcune innovative tecniche vibroacustiche, ha alla base l’ipotesi che il suono non sia percepito solo attraverso l’udito, ma anche attraverso gli organi interni del corpo. Questo non è tuttavia l’unico livello di lettura della raccolta. Il volume spazia infatti anche su altre tematiche, come quella, centrale ed attualissima, dello sport, nei saggi di Claudio Tondo e di Stefano Stefanel; convoca in modo significativo la psicoanalisi, nel saggio già citato di Furlanetto e soprattutto in quello di Francesco Stoppa, dove si può trovare una ricostruzione limpida delle teorie lacaniane sul corpo. Molti dei contributi, dicevamo, si muovono in modo più o meno esplicito sul crinale tra più modalità sensoriali. Il carattere sinestesico della percezione assume una specifica valenza fenomenologica, ma suggerisce anche inedite aperture ontologiche. Il transito e la mescolanza da un senso all’altro anticipano, in altre parole, il passaggio dal sensibile al non sensibile, dai sensi al “senso”. Ora, passaggio non significa coincidenza, e neppure, forse, armonia e continuità. Con accenti diversi, gli autori esplorano, infatti, il differire del corpo da se stesso che l’esperienza sensibile testimonia. Per dirlo in forma molto concisa, è vero che ciascuno di noi è il proprio corpo, ma certamente la cosa non va da sé. Lo siamo, sì, non siamo nient’altro – ma questo niente si vive come uno scarto, una non coincidenza, spesso un disagio. Due saggi di argomento letterario, quelli di Roberto Cescon e di Marco Durigon, mostrano la frequenza  di una tale dissociazione. Il primo, sul corpo nella poesia italiana del Novecento, apre con una notazione introduttiva dal sapore programmatico: «a una maggiore disgregazione dell’identità [...] corrisponde una maggiore attenzione per il corpo, spesso sezionato, deformato o ibridato» (p. 145). È un’osservazione che potrebbe valere anche per altre forme espressive e per una serie di odierni discorsi sul corpo. Il corpo in primo piano, oggetto della cura estetica e di un modellamento sempre più spinto segnala non un felice rapporto con il proprio corpo, ma forse un disagio del soggetto, un dissidio tra  il sé e il corpo. Se questo fenomeno si è acuito nel nostro tempo, il nostro tempo non ne ha però l’esclusiva. Il mondo latino sa bene di che cosa si tratta. In un saggio dotto e avvincente, che offrirebbe tra l’altro ottimi argomenti a favore dello studio della letteratura latina, Marco Durigon cita un epigramma di Marziale. I versi sono rivolti a una matrona che, per nascondere le devastazioni dell’età, esagera con il trucco: «Galla, te ne stai a casa, e intanto nel mezzo della Subura tu vieni adornata e si prepara per te la chioma che ti manca, di notte deponi i denti allo stesso modo di un abito di seta, giaci riposta in cento vasetti e la tua faccia non dorme insieme con te» (p. 172). Il volto stesso, di solito sottratto alle vicende inquietanti del resto del corpo,  si divide qui totalmente dal sé, dalla persona. Quest’immagine della faccia scomposta e deposta nei vasetti del trucco, separata di notte dalla sua proprietaria addormentata, è assolutamente straordinaria. Cosa ci colpisce? Certo la frammentazione della persona, e insieme un denudamento inconfessabile, in cui il volto stesso cade al livello dell’informe. Della carne, potremmo anche dire, introducendo così una parola che ricorre più volte in altre pagine del Quaderno. Vale la pena leggere il seguito dell’epigramma, mettendone tra parentesi il brutale sessismo, per  trovare congiunte  paradossali sinestesie ed evocazioni oniriche di oggetti parziali: «Hai un bel promettermi montagne di delizie: il mio pene è sordo, e benché sia guercio tuttavia ti vede bene» (ibid.). Dire che non siamo nient’altro che il nostro corpo sottintende una messa fuori gioco, quasi scontata, del vecchio dualismo. Nessuno o quasi può dirsi oggi in senso stretto cartesiano, considerato il tramonto delle metafisiche dualistiche e l’avvento del paradigma delle neuroscienze. Questa è dunque la comune base di partenza dei testi. Detto ciò si notano, nei diversi articoli, almeno due differenti inclinazioni. Le voci si spartiscono evidenziando anche alcune dissonanze interessanti, che costituiscono un pregio del volume. Vedo dunque da un lato un’inclinazione verso l’immanenza del linguaggio, della soggettività e dell’intersoggettività al corpo, verso una sorta di fecondità del corpo in quanto luogo sorgivo del senso – il senso “spirituale” -  e insieme verso un  movimento di ritorno del senso al mondo del corpo. Così Patrizia D’Agostino (“Quando il corpo si fa lingua”) si sofferma in modo “gustoso”, è il caso di dirlo, sulla carnalità della lingua di Rabelais, con l’appoggio della filosofia materialistica del linguaggio di Jean-Jacques Lecercle.  E Cristina Di Fusco si fa guidare, nella sua riflessione sui comportamenti giovanili intitolata “I corpi vanno a scuola”, dal pensiero di Merleau-Ponty, il filosofo che si è spinto più avanti verso un pensiero del contatto e della reversibilità tra la “carne” e lo “spirito”: «Merleau-Ponty ci ha mostrato [...] come la nostra esistenza in quanto soggettività faccia tutt’uno con la nostra esistenza come corpo e con l’esistenza del mondo» (p. 200). Se dunque il corpo è il luogo di un’esperienza ambigua, instabile, di passaggio e transito tra modi di essere che si presentano l’uno come il rovescio dell’altro, questa ambiguità non comporta però separazione: «La distanza, lo spessore di carne non è perciò ostacolo ma mezzo di comunicazione e proprio il corpo può condurci alle cose stesse, inaccessibili a un soggetto di sorvolo» (p. 204). Alla fine dell’articolo, questo motivo fenomenologico e ontologico è integrato da Di Fusco con un riferimento alla potenza, nel senso spinoziano del concetto. Sulla scia di Spinoza, la mente compare come pensiero di un corpo potente, attivo, potenziato dalla riflessione, dal rapporto con se stesso, con il mondo, con l’altro. Altri testi mi pare inclinino piuttosto verso la non coincidenza, scavando nello scarto irriducibile evocato dalla stessa idea di un “rapporto” con il corpo. Parlano soprattutto la lingua della differenza. Colgo una tale inclinazione per il differire nel saggio di Eliana Villalta, dedicato al gusto, ampio e ricco percorso volto a inseguire qualcosa che in effetti sfugge sempre, persino al raffinato pensiero kantiano. In un breve saggio di Agamben, “Gusto”, si può rintracciare una lettura in una certa misura analoga. Il gusto è da una parte il senso più difficile da tradurre in linguaggio, da comunicare, il più singolare. Eppure Kant chiama con questo nome proprio la comunicabilità, l’essenza della convivialità umana. A prezzo di escluderne proprio ciò che richiama il gusto sensibile, e la contiguità “inconfessabile”, tra mangiare e parlare. Forse, mi sembra voglia dire Villalta, questa radice individuale eppure condivisibile non può che sfuggire, e deve essere lasciata sfuggire. Deve essere mantenuta nel suo segreto. Esattamente il contrario di quanto accade quando se ne fa spettacolo, come nelle gare di masterchef che oggi hanno grande successo di pubblico. Del gusto non si riesce a parlare se non attraverso spostamenti, per metafore, in linguaggio traslato. Non si può propriamente dire, né dire propriamente. E nonostante la nota etimologia che lega il sapere al sapore, non c’è, come ricorda Agamben, un sapere di questo piacere, mentre il piacere di questo sapere resta, nonostante le assicurazioni kantiane, alquanto enigmatico. Il linguaggio e le parole non sono mai senza corpo e presuppongono sempre più corpi. Corpi insieme separati e comunicanti attraverso un mezzo corporeo. Merleau-Ponty resta sullo sfondo; ma non è la carne il nome di  questo essere in comune nella divisione; non c’è niente di più dei corpi e dei loro confini a spiegare il contatto. Si condivide il confine, la singolarità. Il gusto, il sentimento della vita, resta indicibile. Per questo motivo “il gusto degli altri” – titolo di un bel film di Agnès Jaoui - è proprio quello che di loro non capiamo; è il loro godimento segreto, sempre eccessivo oppure disturbante. L’indice dell’alterità nella sua radice più profonda, come ha visto bene Žižek. Non è solo una questione di distinzione, nel senso di Bourdieu: nel gusto si trova forse l’ombelico del soggetto individuale in quanto è marcato nel corpo dal significante. Coerentemente, dunque, il saggio di Villalta si conclude così: «Diversamente dalla modernità [...] un pensiero del corpo dovrebbe impegnarsi non a riscattare la corporeità, ma a rimetterla in questione» (p. 100). Anche perché «“il gusto” nelle sue eterogeneità [...] non è mai dato, come in una rappresentazione, ma va sempre trovato, inventato. Come il “corpo”? Discorsi bastardi. Invenzioni che accadono tra noi e ci trascendono sempre» (Ibid.). Discorsi “bastardi” certo, e tuttavia forse più prossimi all’esperienza sensibile e alla cura di sé di quelli correnti, nei quali l’attenzione al corpo si declina in termini di fitness, di “forma perfetta”, di salutismo oltranzista, di giovanilismo, di modelli estetici e cosmetici omologanti. Su questa presa di distanza dal mainstream i diversi contributi del volume tornano in effetti a convergere: E anche il saggio di Claudio Tondo, “Il corpo performante dell’atleta”, benché non nasconda il fascino per lo sport, avanguardia dello human enhancement, ci avverte che la tensione al superamento postumano dei limiti corporei non va nel senso della coincidenza, ma semmai di una inedita dissociazione tra sé e il corpo. In qualche modo, verso una nuova forma di dualismo, mossa da una formidabile volontà di padronanza. E allora viene in luce una certa somiglianza tra il cerone della matrona romana sbeffeggiata da Marziale, e le protesi sempre più sofisticate che potenziano le performance del corpo.    
  • 07-05-16 15:00 - 07-05-16 17:00
    Sabato 7 maggio, ore 15. Casa Cavazzini  PAUL RICŒU R, UN PENSIERO VIVOquaderni-fvg-scaramuzza-attestazione-riconoscimento (1) a cura della Società Filosofica Italiana – Sezione FVG Presentazione di “Edizione” 2015. Dall’attestazione al riconoscimento. In ricordo di Paul Ricœur, a cura di Francesca Scaramuzza, Mimesis, Milano-Udine 2016. Interventi di FRANCESCA SCARAMUZZA e FABRIZIO TUROLDO Introduce BEATRICE BONATO Fra il 1989 e il 1998 la Sezione FVG ha compiuto un indimenticabile percorso filosofico insieme a Paul Ricœur, protagonista di incontri pubblici e seminari con interventi che anticipavano alcune sue opere maggiori. Il Quaderno di “Edizione” 2015, realizzato a dieci anni dalla scomparsa del grande pensatore, ripropone  quei  testi, inediti o non più disponibili, in cui sono esposti snodi cruciali del suo pensiero. Spiccano la riflessione sulla pluralità,  la meditazione sulla fondamentale storicità dell’esperienza umana, l’accento sulla tensione alla felicità pur attraverso l’esperienza della sofferenza, la ricerca sui temi della giustizia e del riconoscimento. A questi preziosi materiali si affiancano i contributi di Francesca Scaramuzza, Fabrizio Turoldo, Beatrice Bonato, Guido Gorgoni, Eliana Villalta, dedicati a diversi aspetti del pensiero ricœuriano.

    I testi qui raccolti permettono di cogliere la natura del percorso filosofico compiuto fra il 1989 e il 1998 dalla Sezione FVG della SFI assieme a Paul Ricœur. Questi scritti, talora presentati dall’autore in anteprima anche rispetto alla pubblicazione francese delle opere maggiori sull’argomento, affrontano snodi cruciali del suo pensiero. In alcuni di essi la riflessione sulla pluralità appare centrale: pluralità dei sensi dell’essere in Aristotele per pensare un’ontologia oltre Heidegger e Levinas; pluralità delle prospettive della verità e dei livelli dell’agire umano; pluralità dei generi letterari della Bibbia e, dunque, dei nomi di Dio. In altri, la riflessione sulla fondamentale storicità della condizione umana accompagna, pur attraverso l’esperienza della sofferenza, la tensione alla felicità, mentre dalla difficoltà di porre in relazione vissuto e istituzione sorge la ricerca della giustizia e del riconoscimento.

    Testi di Paul Ricoeur; articoli di Beatrice BonatoGuido GorgoniFrancesca ScaramuzzaFabrizio TuroldoEliana Villalta

    vl12_cover_ok Udine, 07-05-2016 - VICINO/LONTANO 2016 -  CASA CAVAZZINI - Paul RicÏur, un pensiero vivo - presentazione della rivista ÒEdizioneÓ 2015 - intervengono FRANCESCA SCARAMUZZA, FABRIZIO TUROLDO - introduce BEATRICE BONATO  - Foto © 2016 Elia Falaschi/ Phocus Agency

    Il volume è stato  presentato nell’incontro, a cura della Sezione FVG, PAUL RICOEUR, UN PENSIERO VIVO, Sabato 7 maggio alle ore 15 a Casa Cavazzini,nell’ambito della 12° edizione di vicino/lontano. Interventi di FRANCESCA SCARAMUZZA e FABRIZIO TUROLDO. Introduce BEATRICE BONATO

    Puoi acquistare il volume sul sito della casa editrice Mimesis. Leggi il programma completo della 12° edizione di vicino/lontano sul sito http://www.vicinolontano.it/
  • 08-05-16 11:00 - 08-05-16 13:00
      La Sezione FVG della Società Filosofica Italiana è stata presente al festival  anche Domenica 8 maggio, alle ore 11, presso l’Oratorio del Cristo, con l’evento realizzato in collaborazione con vicino/lontano Udine, 08-05-2016 - VICINO/LONTANO 2016 - ORATORIO DEL CRISTO - La cura necessaria - incontro con DUCCIO DEMETRIO - Intervengono BEATRICE BONATO, MASSIMO DE BORTOLI - Foto © 2016 Alice BL Durigatti/ Phocus Agency

    LA CURA NECESSARIA

    Incontro con DUCCIO DEMETRIOInterventi di BEATRICE BONATO MASSIMO DE BORTOLI

    Diverse ragioni ci spingono oggi a considerare con interesse le figure della fragilità e della debolezza, tanto nelle relazioni intersoggettive quanto nella difficile costruzione dell’identità personale. La vulnerabilità è un tratto umano ineliminabile, non necessariamente negativo: è in quanto siamo vulnerabili, infatti, che possiamo essere colpiti, feriti, ma anche “toccati” dagli altri e dal mondo, esposti alla ricchezza e al rischio delle relazioni. D’altra parte, prendere coscienza della nostra comune condizione vulnerabile significa riconoscere che le nostre vite hanno bisogno di cura. Su questa nozione risalente alla filosofia antica, dove indicava una pratica costante volta a imparare a vivere, molte voci del pensiero filosofico e pedagogico contemporaneo riflettono da tempo intensamente. Senza nascondere la complessità e anche le ambiguità della cura, sospesa tra la ricerca della felicità e la volontà di controllo, comunque “necessaria”.

    Leggi il programma completo della 12° edizione di vicino/lontano sul sito http://www.vicinolontano.it/

     
  • 16-09-16 18:30 - 16-09-16 19:30
    Presentazione di Edizione 2015, a cura di Francesca Scaramuzza (Mimesis, Milano-Udine 2016).

    Interventi di FRANCESCA SCARAMUZZA e GUIDO GORGONI. Presenta ELIANA VILLALTA

      I testi qui raccolti colgono la natura del percorso filosofico compiuto fra il 1989 e il 1998 dalla Sezione FVG della SFI assieme a Paul Ricœur. Questi scritti affrontano snodi cruciali del suo pensiero, come la riflessione sulla pluralità: pluralità dei sensi dell'essere; pluralità delle prospettive della verità e dei livelli dell'agire umano; pluralità dei nomi di Dio. In altri, la riflessione sulla fondamentale storicità della condizione umana accompagna, pur attraverso l'esperienza della sofferenza, la tensione alla felicità, mentre dalla difficoltà di porre in relazione vissuto e istituzione sorge la ricerca della giustizia e del riconoscimento.

     Palazzo Gregoris, 16 settembre 2016 ore 18.30

  • 19-11-16 16:00 - 19-11-16 18:00

    RISPONDERE DI SÉ. CURA E RESPONSABILITÀ tra diritto, filosofia, psichiatria e psicoanalisi

    Due giornate di studio e confronto pubblico in collaborazione con vicino/lontano, Liceo scientifico N. Copernico, Clinica psichiatrica di Udine, Università di Udine, Comune di Udine. La Sezione FVG propone al pubblico di Udine una nuova importante iniziativa dal taglio fortemente interdisciplinare, con la partecipazione di filosofi, psichiatri, psicanalisti, magistrati, pedagogisti.

    Udine, 18-19 Novembre 2016

    La due-giorni si svilupperà in tre momenti e si svolgerà in tre sedi:

    pubblico rds

    1.Venerdì 18 novembre, ore 11-13 e 15-17 AULA MAGNA del Liceo Copernico Incontro dedicato agli studenti del Liceo Copernico ore 11, interventi di GIORGIO GIACOMETTI, La filosofia può curare? CLAUDIA FURLANETTO, L’imputabilità in psicanalisi  MATTEO BALESTRIERI, Di chi è la mia vita? L’eutanasia sullo schermo cinematografico; ore 15, interventi di CORRADO BARBAGALLOLa psichiatria forense e la valutazione delle capacità  LIONELLA MANAZZONEGiudicare e curare  Coordina BEATRICE BONATO

    rovatti colucci cantone2.Venerdì 18 novembre, ore 18 LIBRERIA TARANTOLA. Presentazione del numero 370 di “aut aut” Individui pericolosi, società a rischio Interventi di MARIO COLUCCIPIER ALDO ROVATTI Presenta DAMIANO CANTONE INCONTRO PUBBLICO E GRATUITO

    3.Sabato 19 novembre, ore 16 ORATORIO DEL CRISTO Tavola rotonda con interventi di GRAZIELLA BERTOMARIO COLUCCI, GIORGIO GIACOMETTI,   LIONELLA MANAZZONEDAVIDE ZOLETTO. Modera BEATRICE BONATO INCONTRO PUBBLICO E GRATUITO

    RISPONDERE DI SÉ è realizzato con il sostegno della Fondazione Crup e con il contributo dell’Azienda Progetto2.

    Vedi: Furlanetto, Imputabilità in psicoanalisi e La psichiatria forense. Barbagallo

    Qui Abstract del convegnoqui flyer con programma dettagliato.

    RISPONDERE DI SÉ è realizzato con il sostegno della Fondazione Crup e con il contributo dell’Azienda Progetto2.

  • 12-05-17 18:00 - 12-05-17 19:00
    Venerdi 12 maggio, ore 18  Libreria Feltrinelli, via Paolo Canciani, 5 Udine VITE TRASPARENTI

    Prima presentazione del Quaderno di “Edizione” 2016. La trasparenza e il segreto, Mimesis 2017, in dialogo con due studiosi del gruppo di ricerca interdisciplinare IPPOLITA, autore del recente Anime elettriche, Jaca Book 2016.

    Interventi di BEATRICE BONATO, CLAUDIO TONDO, GRUPPO IPPOLITA

    La pervasività dei dispositivi di controllo informatico, economico, politico, tecnico suscita reazioni contraddittorie: l’ossessione della privacy, da un lato, la compulsione allo svelamento di se stessi dall’altro. Diversi tra i contributi di questo numero di Edizione propongono una critica alla retorica della trasparenza. Occorre senza dubbio riconoscere l’ispirazione illuministica dei processi tecnoscientifici in marcia verso una visibilità sempre più diffusa e totale. Se ad alcuni, per esempio,  l’idea di un soggetto costantemente impegnato a misurare le proprie prestazioni – come nel movimento del Quantified Self – può apparire mostruosa, altri potranno cogliervi l’occasione per sperimentare una nuova soggettività e una nuova umanità. Difficile non coglierne però il risvolto di dominio che tali pratiche portano con sé. Inoltre, si può anche considerare la sottrazione di qualche spazio ai dispositivi onniveggenti di monitoraggio e misurazione come una condizione minima di vivibilità,  persino una condizione di possibilità della sensatezza e dell’efficacia di molte attività. E riscoprire un certo “gusto del segreto”.

  • 13-05-17 18:00 - 13-05-17 20:00
    Sabato 13 maggio, ore 18  Chiesa di S. Francesco  “Per una vita non fascista Interventi di ELEONORA DE CONCILIIS, PAOLO GODANI, BRUNO MORONCINI. Modera BEATRICE BONATO

    Perché si obbedisce a un ordine, anche se assurdo? Decenni di studi sulla complicità delle persone comuni con i sistemi totalitari hanno chiarito che l’opportunismo e la paura delle conseguenze di una ribellione non sono spiegazioni sufficienti. Esiste forse, a fianco del desiderio anarchico e libertario, un “desiderio fascista”, come sostenevano Deleuze e Guattari ai tempi dell’Anti-Edipo? In effetti, ogni volta che si riaffaccia, nel discorso filosofico e politico, il motivo dell’utopia, siamo costretti a rifare i conti con questo lato in ombra della soggettività, ovvero con la tendenza degli esseri umani non solo ad amare le proprie catene, ma a collaborare, e in certi casi a costruirne di più solide. Una vita “non fascista”, per usare la bella espressione di Michel Foucault, non è garantita da istituzioni formalmente liberali e democratiche; essa richiederebbe, per potersi dispiegare, quantomeno una sospensione di tante piccole e grandi schiavitù quotidiane. Un esercizio non facile nel momento presente, in cui vediamo convivere le ben note spinte ultraliberiste dei mercati con la neo-burocrazia degli apparati amministrativi.

  • 16-09-17 19:00 - 16-09-17 20:00

    Sabato 16 settembre, ore 19   Ridotto del Teatro Verdi Pordenone

    LA TRASPARENZA E IL SEGRETO Con ANDREA TAGLIAPIETRA e ENRICO PETRIS. Presenta ELIANA VILLALTA

    Presentazione dell’ultimo Quaderno di Edizione a cura di Beatrice Bonato, Mimesis, Milano-Udine 2017.

    I testi raccolti in quest’ultimo Quaderno di Edizione affrontano due temi speculari che ossessionano il nostro tempo. L’imperativo della trasparenza, con la sua ambiguità, e quello, non meno problematico, del segreto. Diversi punti di vista, filosofici e storici, attraversano in molti modi anche il tema del potere. Fra l’utopia, a volte sinistra, di una completa trasparenza, e il gioco di poteri spesso invisibili, che alimentano uno sgradevole sentimento di complottismo, forse bisognerebbe riflettere ancora su un certo ‘gusto del segreto’, per quanto paradossale esso possa sembrare.

  • 12-05-18 18:30 - 12-05-18 20:00
    vl

    Si è conclusa la 14° edizione di vicino/lontano, dedicata quest’anno agli squilibri nel mondo contemporaneo. La Sezione FVG,  tra i principali partner di vicino/lontano, ha partecipato al festival con due eventi, il secondo dei quali è il seguente:

    SABATO 12 MAGGIO  ORE 18.30– CHIESA DI SAN FRANCESCO  Udine, Largo Ospedale Vecchio Per i CONFRONTI, appuntamenti clou del Festival, ecco la nostra proposta di approfondimento e discussione:

    Una scuola per tutti e per nessuno con ELEONORA DE CONCILIISMARCO ROMITO modera BEATRICE BONATO

    in collaborazione con la Società Filosofica Italiana – Sezione FVG

    Quale forma di uguaglianza dovrebbe essere promossa dall’istruzione e dalla scuola? Il discorso pubblico appare contraddittorio. E il confronto, tra denunce dell’incapacità della scuola di fungere da “ascensore sociale” e sollecitazioni a valorizzare le “eccellenze”, stenta ad andare oltre la polemica mediatica. Occorrerebbe chiedersi se la nostra società apprezzi davvero l’uguaglianza, o se invece molti la percepiscano ormai solo nel senso più superficiale, come livellamento e mortificazione delle differenze e dei meriti individuali. Come dobbiamo interpretare allora l’insistenza sull’uguaglianza nelle politiche scolastiche, se viviamo in un mondo che si professa sempre più meritocratico e selettivo? Come valutare, per esempio, la proposta di estendere l’obbligo scolastico fino ai 18 anni? O l’allarme sul numero troppo esiguo dei nostri laureati, cui fa da contraltare la presenza dei numeri chiusi in molti atenei? O l’impegno delle scuole, dichiarato nei piani dell’offerta formativa, a garantire a tutti non solo la possibilità di apprendere, ma il “successo scolastico”? Forse la scuola democratica porta in sé fin dall’inizio la tensione tra l’ideale dell’uguaglianza e l’esigenza di favorire i più capaci, di far emergere i migliori. Ѐ una tensione che non può essere del tutto superata e che non è in quanto tale un fattore negativo. La cosa peggiore sarebbe negarla, nascondendola sotto il velo della retorica.

    [caption id="attachment_4087" align="alignleft" width="387"]Udine, 12-05-2018 - Vicino / Lontano 2018 - Chiesa di San Francesco - Una scuola per tutti e per nessuno con ELEONORA DE CONCILIIS , MARCO ROMITO modera BEATRICE BONATO in collaborazione con la Società Filosofica Italiana-Sezione Fvg - Foto Luca d'Agostino / Phocus Agency 2018 Foto Luca d'Agostino / Phocus Agency 2018[/caption] Udine, 12-05-2018 - Vicino / Lontano 2018 - Chiesa di San Francesco - Una scuola per tutti e per nessuno con ELEONORA DE CONCILIIS , MARCO ROMITO modera BEATRICE BONATO in collaborazione con la Società Filosofica Italiana-Sezione Fvg - Foto Luca d'Agostino / Phocus Agency 2018 Qui il programma completo della manifestazione vl14_opuscolo_LR Vedi informazioni sul sito www.vicinolontano.it Qui la presentazione del festival alla conferenza stampa del 18 aprile scorso Comunicato-stampa Vicinolontano 2018  

Questo sito usa i Cookies, se prosegui la navigazione acconsenti al loro utilizzo. Per maggiori informazioni guarda la Privacy Policy

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi