LA PACE DIMENTICATA – SEMINARI. L’uomo planetario di Ernesto Balducci

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25-11-26 15:00 - 17:00

FILOSOFIA IN CITTÀ 2026. LA PACE DIMENTICATA - SEMINARI

Mercoledì 25 novembre, ore 15.00
Liceo Scientifico “Le Filandiere”
San Vito al Tagliamento (PN), via Patriarcato 24

L’UOMO PLANETARIO DI ERNESTO BALDUCCI
Attualità e inattualità di una prospettiva di pace

Intervento di MASSIMO DE BORTOLI
Liceo Scientifico “Le Filandiere” – Società Filosofica Italiana Sezione FVG APS

Riprendere il confronto con un libro manifesto pubblicato per la prima volta nel 1985 come L’uomo planetario di Ernesto Balducci assume oggi un significato di sfida. Molte delle analisi e delle speranze che si affacciavano sulle soglie di un’epoca nuova, di cui si percepiva l’imminenza con l’avvento di Gorbačëv al potere e le prime avvisaglie della fine della guerra fredda, appaiono datate, in qualche caso profetiche. Tuttavia la struttura originaria di quel libro, che aveva attraversato come un’onda sismica le menti e i cuori di moltissimi giovani, resiste al passare delle epoche storiche. Posto che la storia non è finita dopo il 1989 e che nuovi elementi di divisione e conflitto hanno interessato i popoli e le nazioni (controllo delle risorse nell’epoca della globalizzazione, scontri di religione, terrorismo internazionale, rivendicazioni territoriali, mutati equilibri geopolitici, crisi degli organismi sovranazionali), il fallimento dell’illusione della pace appare come un dato di fatto. Una nuova retorica del prepararsi alla guerra ha preso il posto del mito sbiadito della pace riconquistata, sul quale si erano retti i fragili equilibri del secondo dopoguerra. La parola d’ordine è ritornata a essere l’appello al realismo, le utopie consegnate ormai al passato. La figura e l’opera di Ernesto Balducci, rappresentate nel suo L’uomo planetario, possono ancora dialogare con le sfide del presente e interrogano sia gli uomini di fede che i laici. Il nome di questa debole forza, allora come oggi, è la speranza che va intesa, ancor prima che come virtù teologale, come principio ontologico ed etico. E se il fondamento della natura umana si trovasse invece che nel nostro passato in una dimensione ancora da compiersi? Se l’uomo inedito rappresentasse il volto più autentico dell’uomo edito? Ernesto Balducci propone l’idea regolativa di un nuovo umanesimo in cui le differenze religiose e ideologiche siano elementi di arricchimento e non di divisione. Erano e restano parole rivolte in particolare ai giovani, a chi ancora non ha messo il proprio dio nella propria carriera. Come ha scritto Paul Valéry sulla facciata del Musée de l’Homme di Parigi “Dipende da colui che passa che io sia tomba o tesoro, che parli o che taccia non sta che a te. Amico, non entrare senza desiderio”. L’appello etico all’agire per la costruzione della pace non ha cessato di far sentire la sua voce tra le minacce di una realtà che si mostra come ineluttabile. È proprio la realtà delle cose, direbbe Balducci, che chiede di essere salvata.

LETTURE CONSIGLIATE

Ernesto Balducci, L’uomo planetario, Etica laica e fedi religiose sul crinale apocalittico, Gabrielli Editore, 2024
Leone XIV, Magnifica Humanitas, Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, Libreria Editrice Vaticana, 2026
Immanuel Kant, Per la pace perpetua, Feltrinelli, Milano, 1991

 

Il seminario è rivolto sia agli studenti del Liceo Le Filandiere che al pubblico interessato, che potrà seguire la discussione in presenza o in collegamento a distanza.

Per partecipare in presenza o per ricevere il link, prenotare scrivendo a sfifvg@gmail.com

Il link verrà inviato agli interessati qualche giorno prima dell’incontro e sarà pubblicato anche sul sito ww.sfifvg.eu.