martedì 7 febbraio 2017, ore 15.30 -17.30.
Gianluca Volpi (Università di Udine), I “magnifici” Sessanta: speranze, illusioni e crisi.
Sezione Friuli Venezia Giulia APS
martedì 7 febbraio 2017, ore 15.30 -17.30.
Gianluca Volpi (Università di Udine), I “magnifici” Sessanta: speranze, illusioni e crisi.
Cittadinanza, Costituzione e storia della Repubblica
ANNI SESSANTA DEL NOVECENTO. Un decennio di speranze
CORSO D’AGGIORNAMENTO PER DOCENTI 2016-2017
martedì 14 febbraio 2017, ore 15.30 – 17.30 Aula Magna del Liceo Copernico
Mario Robiony (Università di Udine), L’Italia del “miracolo economico”: dai successi alle occasioni mancate
Tiziano Sguazzero (Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione), Diritti civili e laicità nell’Italia repubblicana degli anni Sessanta… ... continua a leggere
Cittadinanza, Costituzione e storia della Repubblica
ANNI SESSANTA DEL NOVECENTO. Un decennio di speranze
CORSO D’AGGIORNAMENTO PER DOCENTI 2016-2017
martedì 7 marzo 2017, ore 15.30 -17.30 Aula Magna del Liceo Copernico
Enrico Petris (Società filosofica italiana sez. FVG), I profeti del ’68
Beatrice Bonato (presidente Società filosofica italiana sez. FVG), L’altra contestazione. Il femminismo negli anni Sessanta… ... continua a leggere

Martedì 17 gennaio alle 13.30 su Radio1 regionale (FM 94.90) la SFIFVG presenta il programma di Filosofia in città 2017… ... continua a leggere
Lunedì 16 gennaio, ore 11, Casa Cavazzini
CONFERENZA STAMPA
La Sezione FVG presenterà il nuovo ciclo di incontri
FILOSOFIA IN CITTÀ 2017. CHE COSA SIGNIFICA PENSARE?
Interverranno
FEDERICO PIRONE, Assessore alla cultura del Comune di Udine
BRUNELLO LOTTI, Università di Udine
GIUSEPPE BEVILACQUA, Teatro Nuovo Giovanni da Udine
RENATO MIANI, Conservatorio Tomadini
PAOLA COLOMBO, Vicino/lontano
BEATRICE BONATO, Sezione FVG – Società Filosofica Italiana
FILOSOFIA IN CITTA’ – SCUOLE
Foglio di sala
Qui abstract dell’intervento di Bertinetto
Nel suo libro su Kierkegaard, scritto a ventisei anni, Adorno analizza e
definisce l’“estetico”. Esso custodisce, sotto un’apparenza di semplicità, diversi significati – si dice di una filosofia dell’arte, di una “sfera” dell’esistere, infine di un’esperienza di pensiero rivolta alla forma. Ѐ l’ultima l’accezione più importante, connessa con la questione dell’immagine e con quanto, in essa, sfugge al condizionamento ideologico e promette, in modo certo problematico, una redenzione dell’umano.
Con questo giovanile suggerimento adorniano, che prelude alla grande critica svolta nelle opere mature, ma che insieme richiama le riflessioni di Benjamin, rileggeremo uno dei più conosciuti e felici incontri tra la musica e la filosofia: le pagine di Kierkegaard dedicate al Don Giovanni di Mozart.
Musica dell’immediato, del desiderio puro, come tale irraggiungibile e “perfetta”, essa tuttavia non esaurisce le possibilità dell’estetico, che la oltrepassa nella più raffinata seduzione della parola. Dove ci … ... continua a leggere
Se io avessi potuto dimostrare che la fabbrica era un bene comune… (A. Olivetti, Il mondo che nasce)
Il modulo L’impresa responsabile di Adriano Olivetti. Quando in Italia si facevano i computer, proposto e condotto dalla professoressa Eliana Villalta ai Licei “Le Filandiere” di San Vito al Tagliamento, è incentrato su una delle figure più rilevanti del capitalismo italiano del secondo dopoguerra, Adriano Olivetti, e su un’idea di impresa che ha avuto molto successo imprenditoriale e sociale all’epoca, durante l’epoca della ricostruzione industriale e politica del nostro Paese.
Amato e discusso, raramente imitato, Adriano Olivetti ha ideato e realizzato un’impresa socialmente responsabile, in cui la produzione di beni da vendere sul mercato non fosse l’unico scopo né dei proprietari, né dei lavoratori. Alla Olivetti gli operai producevano di più e meglio, realizzando elevati profitti, ma erano pagati meglio e potevano fruire di numerosissimi servizi allora assenti nelle regioni in cui si erano sviluppati gli stabilimenti: asili, permessi di maternità, scuole, biblioteche, come anche la possibilità di accedere alla proprietà della casa.
La Olivetti di Ivrea e degli altri stabilimenti nazionali e esteri affiliati è stata anche un centro di cultura scientifica, tecnica e umanistica di grande rilievo, gli … ... continua a leggere
Se io avessi potuto dimostrare che la fabbrica era un bene comune… (A. Olivetti, Il mondo che nasce)
Il modulo L’impresa responsabile di Adriano Olivetti. Quando in Italia si facevano i computer, proposto e condotto dalla professoressa Eliana Villalta ai Licei “Le Filandiere” di San Vito al Tagliamento, è incentrato su una delle figure più rilevanti del capitalismo italiano del secondo dopoguerra, Adriano Olivetti, e su un’idea di impresa che ha avuto molto successo imprenditoriale e sociale all’epoca, durante l’epoca della ricostruzione industriale e politica del nostro Paese.
Amato e discusso, raramente imitato, Adriano Olivetti ha ideato e realizzato un’impresa socialmente responsabile, in cui la produzione di beni da vendere sul mercato non fosse l’unico scopo né dei proprietari, né dei lavoratori. Alla Olivetti gli operai producevano di più e meglio, realizzando elevati profitti, ma erano pagati meglio e potevano fruire di numerosissimi servizi allora assenti nelle regioni in cui si erano sviluppati gli stabilimenti: asili, permessi di maternità, scuole, biblioteche, come anche la possibilità di accedere alla proprietà della casa.
La Olivetti di Ivrea e degli altri stabilimenti nazionali e esteri affiliati è stata anche un centro di cultura scientifica, tecnica e umanistica di grande rilievo, gli … ... continua a leggere
Se io avessi potuto dimostrare che la fabbrica era un bene comune… (A. Olivetti, Il mondo che nasce)
Il modulo L’impresa responsabile di Adriano Olivetti. Quando in Italia si facevano i computer, proposto e condotto dalla professoressa Eliana Villalta ai Licei “Le Filandiere” di San Vito al Tagliamento, è incentrato su una delle figure più rilevanti del capitalismo italiano del secondo dopoguerra, Adriano Olivetti, e su un’idea di impresa che ha avuto molto successo imprenditoriale e sociale all’epoca, durante l’epoca della ricostruzione industriale e politica del nostro Paese. Amato e discusso, raramente imitato, Adriano Olivetti ha ideato e realizzato un’impresa socialmente responsabile, in cui la produzione di beni da vendere sul mercato non fosse l’unico scopo né dei proprietari, né dei lavoratori. Alla Olivetti gli operai producevano di più e meglio, realizzando elevati profitti, ma erano pagati meglio e potevano fruire di numerosissimi servizi allora assenti nelle regioni in cui si erano sviluppati gli stabilimenti: asili, permessi di maternità, scuole, biblioteche, come anche la possibilità di accedere alla proprietà della casa. La Olivetti di Ivrea e degli altri stabilimenti nazionali e esteri affiliati è stata anche un centro di cultura scientifica, tecnica e umanistica di grande rilievo, gli … ... continua a leggere
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