Eliana Villalta, Adriano Olivetti e l’impresa responsabile

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30-01-17 13:30 - 15:30
Liceo Scientifico Statale Le Filandiere, Via Patriarcato, San Vito al Tagliamento, PN, Italia
Address: Liceo Scientifico Statale Le Filandiere, Via Patriarcato, San Vito al Tagliamento, PN, Italia

Villalta LAB STORIA CONTEMP

Se io avessi potuto dimostrare che la fabbrica era un bene comune... (A. Olivetti, Il mondo che nasce)

Il modulo L’impresa responsabile di Adriano Olivetti. Quando in Italia si facevano i computer, proposto e condotto dalla professoressa Eliana Villalta ai Licei “Le Filandiere” di San Vito al Tagliamento, è incentrato su una delle figure più rilevanti del capitalismo italiano del secondo dopoguerra, Adriano Olivetti, e su un’idea di impresa che ha avuto molto successo imprenditoriale e sociale all’epoca, durante l’epoca della ricostruzione industriale e politica del nostro Paese. Amato e discusso, raramente imitato, Adriano Olivetti ha ideato e realizzato un’impresa socialmente responsabile, in cui la produzione di beni da vendere sul mercato non fosse l’unico scopo né dei proprietari, né dei lavoratori. Alla Olivetti gli operai producevano di più e meglio, realizzando elevati profitti, ma erano pagati meglio e potevano fruire di numerosissimi servizi allora assenti nelle regioni in cui si erano sviluppati gli stabilimenti: asili, permessi di maternità, scuole, biblioteche, come anche la possibilità di accedere alla proprietà della casa.  La Olivetti di Ivrea e degli altri stabilimenti nazionali e esteri affiliati è stata anche un centro di cultura scientifica, tecnica e umanistica di grande rilievo, gli uffici di progettazione erano all’avanguardia nel mondo, non solo per le macchine da scrivere, ma nell’ultimo periodo anche nella ricerca avanzata nell’ambito delle calcolatrici elettroniche e di una via italiana alla progettazione e costruzione di computer che la vedeva rivaleggiare con colossi come la IBM. Da tutti questi punti di vista, la storia di Adriano Olivetti ha ancora molto da insegnarci oggi, non solo allo sguardo retrospettivo dello storico, ma anche per la possibilità che ciascuno di noi può avere di formarsi uno sguardo prospettico sul futuro.