REPORT SULLA SUMMER SCHOOL 2019 a cura della 5°B del Liceo Copernico di Udine

2597af3a25906ad655d79a95da0f2119-1160x430.jpg citta'SUMMER SCHOOL DI FILOSOFIA E TEORIA CRITICA 2019

Report della classe 5°B del Liceo Copernico:

Mariagrazia Campanaro, Carla Delle Vedove, Angelica Grassi, Beatrice Pilosio

Durante il primo giorno del primo turno, il 23 settembre 2019, si sono svolte quattro lezioni, una delle quali poteva essere in seguito approfondita durante il seminario nella mattinata del secondo giorno. Si è scelto di partecipare al seminario tenuto dalla professoressa Sergia Adamo. Per il pomeriggio del secondo giorno, invece, l’attività svolta è stata il laboratorio itinerante riguardo al filosofo goriziano Carlo Michelstaedter. Il terzo giorno, infine, è stato sviluppato in cinque lezioni seguite da tutti i partecipanti del primo e del secondo turno.

Camminare in città: strategie e tattiche creative a partire da Michel de Certeau
La lezione e il seminario di Sergia Adamo

Il primo seminario è stato tenuto dalla professoressa Sergia Adamo, e ha avuto come tema la città moderna e la visione di essa in ambito letterario.
La città è emblema della modernità e del progresso, è elaborazione e formazione del nuovo. Nel nostro immaginario collettivo è innovazione: non semplicemente un luogo, ma uno spazio urbano che inventa e dà origine a storie e narrazioni che plasmano il quotidiano.
La … ... continua a leggere

Report sulla Summer School. “La rivoluzione urbana e la modernità”. Vittoria Montanino, Giulia Beltrame, Adele Ottaviano, Jacopo Conza


Classe 5°A del Liceo Niccolò Copernico di Udine 

Resoconto sulla Summer School di Filosofia e Teoria Critica del settembre 2019
La rivoluzione urbana e la modernità.
Il problema della città tra filosofia, architettura e scienze sociali

Nei giorni 23-24-25 Settembre 2019 abbiamo avuto il piacere di partecipare, insieme ad altri 25 studenti del Copernico e una trentina di allievi di altri licei del Friuli Venezia Giulia, al progetto “Summer School di Filosofia e Teoria Critica”, avente come tema “La rivoluzione urbana e la modernità. Il problema della città tra filosofia, architettura e scienze sociali” tenutosi al polo universitario di Gorizia. Durante la prima giornata abbiamo avuto l’occasione di seguire le lezioni introduttive ai quattro seminari ai quali abbiamo partecipato il giorno seguente, su base opzionale. Le lezioni sono state tenute dai professori Sergia Adamo, Luca Del Fabbro Machado, Giovanni Mauro, Giuseppina Scavuzzo. Le lezioni avevano come argomento, rispettivamente, “Camminare in città: strategie e tattiche creative a partire da Michel de Certeau”, “La segregazione urbana nella città moderna e il caso di Brasilia”, “Dalla città monocentrica alla città policentrica: le nuove forme dello spazio urbano” e “La “città dei matti” come laboratorio di progetto: un dialogo tra architettura e psichiatria”. Su ... continua a leggere

Articolo di Marina Maestrutti e Claudio Tondo

imagesSul nuovo numero di “Philosophy Kitchen” (VI, 10, marzo 2019), Filosofia e fantascienza. Spazi, tempi e mondi altri, a cura di Antonio Lucci e Mario Trino, il contributo di Marina Maestrutti e Claudio TondoIl fascino indiscreto del potere. Mondi regressivi e sopravvivenze utopiche.

L’articolo si propone di approfondire, nell’ambito del recente panorama letterario e delle serie televisiva, due esempi particolarmente pertinenti nel porre il ruolo del potere come motore fondamentale delle dinamiche sociali e umane. Piuttosto che nella forma della fantascienza, la narrativa presa in esame ricade nel genere della speculative fiction. Entrambe le opere analizzate, Il racconto dell’Ancella di Margaret Atwood, pubblicato nel 1985 (la serie televisiva è il 2017) e il romanzo di Naomi Alderman, Ragazze elettriche del 2016, intervengono nel dibattito femminista contemporaneo riducendo la componente tecnoscientifica propria della distopia del Ventesimo secolo per approfondire la dimensione utopico-distopica, centrata invece sull’esercizio del potere sul corpo e del corpo.
Se Atwood, ereditando la classica critica delle distopie del ventesimo secolo, mette in guardia contro i risultati illiberali insiti nelle società contemporanee, Alderman sembra piuttosto proporre una terapia d’urto che mira essenzialmente a provocare una reazione di “ripugnanza” verso l’esercizio del potere “nudo”, basato … ... continua a leggere

Una collaborazione di ricerca tra la SFI-FVG e l’Università di Udine

Uniud

Dal primo maggio 2019, per la durata di un anno, si svilupperà un progetto di ricerca, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (ex L.R. 34 art. 5 c. 29-33), sul tema “L’insegnamento filosofico nelle scuole superiori di Udine e le relazioni con gli altri. Un’indagine fenomenologica”. Vincitrice dell’assegno di ricerca a seguito di valutazione comparativa, risulta la professoressa FLORIANA FERRO. La ricerca, condotta sotto la supervisione scientifica del professor BRUNELLO LOTTI, si svolgerà continua a leggere…... continua a leggere

Il coraggio della verità in Foucault – Alice Pellicciotti

 

melagrana 1 FILOSOFIA IN CITTA’
Il coraggio della verità in Foucault
di Alice Pellicciotti

«[…] All’ultimo momento, gli si sciolse la lingua, e lui disse: “Critone, sono in debito di un gallo ad Asclepio”. Queste ridicole e terribili ultime parole significano per chi ha orecchie: “O Critone, la vita è una malattia!”. Possibile? Pessimista un uomo par suo, che vive serenamente e sotto gli occhi di tutti, come un soldato? Non s’era appunto preoccupato d’altro che di far buon viso alla vita, e per tutta la durata di essa aveva tenuto nascosto il suo giudizio ultimo, il suo più ultimo sentimento! Socrate, Socrate, ha sofferto della vita! E se ne è anche vendicato […]» (Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza – Aforisma 340)

Queste parole di Friedrich Nietzsche, riprese successivamente da Michel Foucault in uno dei suoi corsi, Il coraggio della verità, sono state il punto di partenza della questione affrontata durante il secondo incontro di “Filosofia in città 2018”, domenica 18 febbraio presso il Teatro San Giorgio a Udine. Per questo incontro, organizzato da Beatrice Bonato, sono stati scelti dei passi tratti da due opere di Nietzsche, La gaia scienza e La genealogia della morale, e da due testi … ... continua a leggere

Il possibile, l’impossibile, l’assurdo – Dell’insegnamento. Lezione di Beatrice Bonato

L’impossibile, il possibile, l’assurdo – Dell’insegnamento

scuola fil tsBeatrice Bonato
Lezione dell’8 aprile 2018 alla Scuola di Filosofia di Trieste https://scuolafilosofia.wordpress.com/

Equivocità dell’impossibile 1

Partirò da una domanda preliminare: cosa tiene insieme i tre impossibili nominati da Freud? Perché proprio quelli e non altri? Ѐ come se, in forma negativa, associandoli cioè nella comune impossibilità, Freud pensasse a un’affinità tra essi. Ciò che li accomuna, in altre parole, non può essere semplicemente il fatto che sono – ammesso che lo siano – tutti impossibili.

Mi sembra sia qui sottintesa l’idea che il compito comune al governo, alla psicoanalisi, all’insegnamento, sia talmente ambizioso, elevato, esigente, da dover entrare in conflitto con i limiti e gli ostacoli incontrati nell’esperienza effettiva. Quindi prima di tutto credo si tratti di portare alla luce questa idea sottintesa. Ѐ facile capire che si tratta del proposito di rendere gli esseri umani migliori e più felici, nel senso classico della parola, attraverso la guida di qualcun altro che si trovi in una posizione caratterizzata da una certa superiorità, per quanto relativa. Si capisce allora molto bene perché, se questo è l’ideale sotteso alla politica, dal punto di osservazione in cui Freud viene a trovarsi non ci possano essere illusioni … ... continua a leggere

Sul PROLOGO di FILOSOFIA IN CITTÀ 2018. ALICE PELLICCIOTTI

melagrana 1Sul PROLOGO di FILOSOFIA IN CITTÀ 2018. Il cantiere di Marcel Hénaff
di ALICE PELLICCIOTTI

«E, prima di tutto, come dobbiamo intendere l’espressione “il prezzo della verità”? basterebbe rispondere: letteralmente. Questo non vuol dire in primo luogo che non si tratta del significato metaforico normalmente veicolato da questa espressione, la quale si riferisce allora a un costo morale; in questo caso si vuole indicare lo sforzo o la rinuncia necessari per l’affermazione, la scoperta o l’ammissione della verità. […] il “prezzo” della verità definisce allora l’onestà o il coraggio che esige da noi (nella ricerca, nella confessione, nell’indagine) l’affermazione o il riconoscimento dei fatti accertati, cioè il rifiuto della menzogna. Prezzo spirituale, insomma: prezzo simbolico. Ma perché appunto bisogna chiedere proprio al vocabolario economico di fornire l’espressione metaforica di questo sforzo? Esiste forse, letteralmente un “prezzo della verità”? Una situazione in cui essa sia oggetto di vendita? Bisogna certo ammettere che non se ne vedono esempi […] dovremmo dunque affermare che tale espressione non ha contenuto letterale, che essa è immediatamente metaforica.» (M. Hénaff, Il prezzo della verità, pp. 17-18).

La verità, quella che pesa, quella che insegna ma che può anche nuocere, così importante ma talvolta così dolorosa, … ... continua a leggere

LUISA MURARO, TRA FILOSOFIA E FEMMINISMO di Alice Pellicciotti, studentessa del Liceo Copernico

libro muraro[…] Come non cedere sui desideri quando il confronto con la realtà sembra perdente? Come far sì che l’intensità del desiderio non renda tutto finito o incredibile? In passato ad una persona messa in difficoltà dalle sue pretese avrebbero detto: commisura i desideri ai mezzi di cui disponi e non buttarti giù. Oggi questo modo di vedere, in sé molto sensato, non aiuta, c’è troppa sproporzione; negare la propria inconsistenza (“tenersi su”) è impossibile tanto quanto ignorare che, senza grandi desideri, che vita sarebbe? […]»

Che vita sarebbe senza desideri? Così scrive Luisa Muraro nel suo libro Al mercato della felicità pubblicato nel 2009, dove immagina un mercato della felicità, un mercato elementare che viene prima del mercato del profitto e che è molto più grande, è il mercato che facciamo a partire da dove siamo e dalla nostra esperienza, nel quotidiano. In esso cerchiamo di “comprare” la nostra felicità, che non è altro che una serie di desideri che non sono alla portata dei nostri mezzi, ma questo non vuol dire che non dobbiamo provarci.

Luisa Muraro è una filosofa italiana nata in provincia di Vicenza nel 1940. Docente di filosofia teoretica all’Università di Verona, attiva protagonista negli studi … ... continua a leggere

L’ALTRA CONTESTAZIONE. IL FEMMINISMO NEGLI ANNI SESSANTA di Beatrice Bonato

imagePer la storia del femminismo contemporaneo, gli anni Sessanta possono sembrare un periodo meno interessante del decennio successivo, molto più ricco dal punto di vista dell’elaborazione teorica e più dinamico su quello dello sviluppo dei movimenti. Un passaggio compiuto e archiviato, almeno in apparenza, tanto che testi fondamentali non si ripubblicano da tempo, quantomeno in Italia. Ma forse è un luogo comune. Forse vale la pena mettere in rapporto questa fase, con la sua vitalità e i suoi limiti, con quanto ne deriverà di lì a pochi anni. I Sessanta vengono in genere considerati l’inizio della “seconda ondata” del femminismo, che si prolunga fino agli Ottanta. La prima era stata quella del suffragismo e dell’emancipazione, obiettivi conquistati nel mondo occidentale tra gli anni Venti e la fine della Seconda Guerra mondiale; la terza ondata investe gli ultimi vent’anni, alimentata da altre istanze, quali le rivendicazioni dei gruppi LBGTQ. Prendendo spunto da un’ipotesi di inquadramento fatta da Sergia Adamo in una sua lezione, si può anche utilizzare un criterio diverso, non cronologico, per analizzare questa vicenda. Si possono cioè distinguere alcuni paradigmi che hanno dominato, a volte anche nello stesso periodo, la riflessione teorica sulla questione femminile: quello dell’uguaglianza, quello della … ... continua a leggere

Pensare il digitale e il virtuale di Claudio Tondo

Una storia di lunga durata. Aristotele nel libro primo della Metafisica e poi Lucrezio nel De rerum natura, per illustrare le proprietà e i modi di aggregazione degli atomi, ricorrono all’esempio illuminante dell’alfabeto: una tecnologia virtualizzante, capace di generare mondi alternativi e di fissarli su un supporto esterno alle menti, viene quindi impiegata per pensare la “realtà” del mondo fisico. Atomi e lettere, in apparenza separati, convergono, dando inizio a una feconda interazione tra materiale e immateriale che ha modellato la cultura alfabetica e tipografica dell’Occidente.

Second Life 2013

(Second Life, dal simulacro agli ambienti virtuali)

Realtà. Qualcosa di analogo, seppure con conseguenze più robuste, è accaduto tra la fine del novecento e l’inizio del nuovo millennio con la rivoluzione digitale, resa possibile dagli sviluppi della Computer Science: accanto alla realtà fisica (atomi), biologica (geni) e mentale (neuroni), ha preso forma una realtà “alternativa” costituita da immagini, prodotte da un codice infinitamente manipolabile e duplicabile, e visualizzate sugli schermi di innumerevoli display. Si tratta di un evento epocale che obbliga la riflessione filosofica a ripensare la relazione tra atomi e bit, tra ambienti fisici e virtuali, tra Real Life e Second Life; e soprattutto a pensare le ... continua a leggere